Concorso per Operatore sociosanitario all’Asp di Vibo, infuria la polemica

La procedura di selezione avviata nello scorso novembre subisce un nuovo stop dopo le denunce dei candidati. Il sindacato Confasila invoca l’intervento del prefetto

La procedura di selezione avviata nello scorso novembre subisce un nuovo stop dopo le denunce dei candidati. Il sindacato Confasila invoca l’intervento del prefetto

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Non c’è pace per la procedura relativa al concorso pubblico per la copertura a tempo indeterminato di 5 posti di operatore tecnico specializzato, operatore socio sanitario indetta dall’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Dopo le polemiche che hanno accompagnato lo svolgimento della prima prova, il 14 novembre dello scorso anno, l’Asp vibonese ha sospeso la prova pratica con una determina in autotutela, riconvocando nuovamente gli stessi candidati in altra data. A renderlo noto è il sindacato Confasila, che in un comunicato a firma del segretario provinciale Gianni Patania e di Serafina Bagalà, candidata al concorso, ricorda che «in questa storia si devono inserire le denunce fatte da alcuni lavoratori che hanno ritenuto di rivolgersi alla Procura della Repubblica in tempi non sospetti per segnalare anomalie già nella preselezione di tale concorso. Non condividiamo – spiegano Patania e Bagalà – le scelte dell’Asp di non dare nessuna risposta a chi con trasparenza, in data 22 gennaio 2018, aveva presentato diffida proprio all’azienda per denunciare vizi di forma sostanziali nelle prove sostenute. Ci chiediamo perché – proseguono – lo stesso concorso a Catanzaro è stato annullato dopo un’indagine interna effettuata dalla locale Asp, mentre a Vibo  non si vuol rispondere a quesiti legittimi rilievi posti in essere da chi si sente escluso dal concorso ingiustamente. Chiediamo – incalzano – alla dirigenza dell’Asp di fare chiarezza in merito e agli organi inquirenti di accertare quanto denunciato nel verbale-querela  presentato da una concorsista alla Procura della Repubblica in data 20 agosto 2018». Infine Patania e Bagalà si rivolgono al prefetto di Vibo Valentia, Giuseppe Gualtieri,  chiedendo «un incontro per discutere di quanto sopra esposto, giacché  in un paese dove la trasparenza è sulla bocca di tutti, quando si prefigurano irregolarità che contravvengono a regole poste a presidio della stessa  trasparenza che possono determinare un vulnus insanabile delle procedure, per sgomberare il campo da ogni dubbio, servono risposte immediate».