Incontro Avis-Asp di Vibo, più vicino lo “stop” alle donazioni di sangue nel camper

Da ormai un anno e mezzo i prelievi vengono effettuati nell’unità mobile di raccolta parcheggiata all’esterno della sede. Il presidente Lococo: «Fiduciosi in un imminente rientro nei locali»

Da ormai un anno e mezzo i prelievi vengono effettuati nell’unità mobile di raccolta parcheggiata all’esterno della sede. Il presidente Lococo: «Fiduciosi in un imminente rientro nei locali»

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Il camper dell'Avis di Vibo
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Potrebbe giungere presto a risoluzione la lunga vicenda – che ormai si protrae da un anno e mezzo – che vede la locale sezione Avis “Lino Ventura” di Vibo Valentia costretta ad accogliere i propri numerosi donatori all’interno del camper attrezzato allo scopo e situato di fronte ai locali che in precedenza ospitavano il Centro trasfusionale dell’Asp e il reparto di Ematologia dell’ospedale Jazzolino, in via Sant’Aloe a fianco della Questura. Locali che l’Avis non ha più potuto utilizzare per le donazioni proprio in seguito allo spostamento del Centro trasfusionale e dell’unità diretta dal primario Vincenzo Santamaria nei locali del vicino presidio ospedaliero. All’interno della struttura, l’Associazione dei volontari italiani del sangue continua ad accogliere i donatori ma solo per l’espletamento delle procedure propedeutiche alla donazione vera e propria che viene effettuata, come detto, da personale medico all’interno del camper-unità mobile di raccolta posto all’esterno. Con non pochi disagi logistici dovuti all’ovvia ristrettezza degli spazi e con le inevitabili conseguenze sul numero delle donazioni, che è possibile effettuare solo per due giorni a settimana (lunedì e giovedì) quando all’interno della sede si effettuavano invece tutti i giorni. Segnali positivi in direzione di un rientro delle attività a pieno regime nei locali, sono arrivati nel corso di una recente riunione che ha portato una delegazione Avis guidata dal presidente Italo Lococo di fronte al direttore sanitario dell’Asp Michelangelo Miceli. In tale sede sono arrivate infatti rassicurazioni circa un potenziale e imminente ripristino dei prelievi di sangue all’interno dei locali. Un’apertura positiva per il presidente Lococo che ha provveduto a riproporre tutta la documentazione relativa alle richieste già formulate dall’Avis all’Asp. «Il direttore Miceli – ha detto Lococo a Il Vibonese – ci ha garantito che in breve tempo verrà formulato un protocollo per far sì che si possa tornare ad usufruire dei locali per effettuare le donazioni. Tante e pressanti sono state in questo anno e mezzo le richieste da parte dei donatori, non abituati a questo genere di disagi, consapevoli che pur essendo quello della donazione un gesto disinteressato, che ciascuno di noi compierebbe anche in condizioni estreme, sia più che giusto garantire a tutti le migliori condizioni per effettuarlo. Da maggio del 2017, vale a dire da quando è stato chiuso il Centro trasfusionale, attendevamo fiduciosi che la vicenda si risolvesse positivamente e ora non possiamo che essere speranzosi che in tempi brevi l’iter faccia effettivamente il suo corso e che l’azienda sanitaria ci possa rimettere al più presto nelle condizioni di tornare ad ospitare le donazioni all’interno dei locali. Consapevoli della felice e prossima chiusura di questo accordo – conclude Lococo – vogliamo informare gli associati di questo passo in avanti». Il popolo dei donatori vibonesi del sangue, che attendeva da tempo sviluppi in merito ad una vicenda che si è dilatata oltremodo nel tempo, si ritroverà il prossimo 16 dicembre per l’annuale Festa del donatore con la rinnovata speranza di poter tornare presto ad esercitare un gesto di disinteressata solidarietà in condizioni più idonee.  

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