Sanità, la Fp-Cgil all’Asp: «Istituire il Servizio delle professioni sanitarie»

Il sindacato interviene per sollecitare una piena applicazione della legge regionale del 2000 per «elevare i livelli di assistenza ai pazienti che accedono ai servizi del Sistema sanitario regionale»

Il sindacato interviene per sollecitare una piena applicazione della legge regionale del 2000 per «elevare i livelli di assistenza ai pazienti che accedono ai servizi del Sistema sanitario regionale»

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La Fp-Cgil Area Vasta Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia interviene sul tema della valorizzazione delle professioni sanitarie per chiedere una piena applicazione della Legge regionale n. 251 del 10 agosto 2000, che disciplina le professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica. Le aziende sanitarie provinciali, le aziende ospedaliere e l’azienda ospedaliera universitaria, spiega il sindacato, «nel rispetto della normativa vigente hanno iniziato ad istituire i Servizi delle professioni sanitarie con un proprio dirigente responsabile. Come organizzazione sindacale siamo convinti che il cambiamento nel settore sanità passa soprattutto dalla valorizzazione di tutti i dipendenti delle professioni del comparto, ossatura fondamentale del servizio sanitario regionale. Ritenere non indispensabile il dirigente delle professioni sanitarie – enuncia la Fp Cgil -, significa tradire anni e anni di lotte portate avanti da tutti i professionisti (infermieri, ostetriche, assistenti sociali, tecnici di radiologia medica e fisioterapisti) per ottenere la giusta valorizzazione, competenza e autonomia professionale all’interno del sistema sanitario nazionale». Per i segretari Fp Cgil Area Vasta Vincenzo Lacroce e Amalia Talarico «con l’istituzione del Servizio delle professioni sanitarie, in itinere nelle varie aziende della Calabria, si vanno a garantire i processi di gestione e coordinamento delle aree professionali di cui alla legge 251/2000, nonché la struttura della “filiera professionale” legge 43/2006 e la relativa articolazione organizzativa (livello generalista, specialista, coordinatore e dirigente), senza tralasciare anche il personale di supporto. Il dirigente delle professioni sanitarie – spiegano ancora – contribuisce al proseguimento della mission aziendale, contribuendo a garantire elevati livelli di assistenza ai pazienti che accedono ai servizi del Sistema sanitario regionale. Garantisce, inoltre, qualità, efficacia ed efficienza tecnico organizzativa delle attività infermieristiche, ostetriche, tecnico-sanitarie, di riabilitazione e prevenzione e di assistenza sociale erogate alla persona e alla comunità in rifermento alle migliori evidenze disponibili in campo scientifico ed integrandosi con altri sistemi organizzativi aziendali». Di conseguenza, per il sindacato, «nell’ottica di un’organizzazione sanitaria aziendale, che prevede semplificazioni e accorpamenti per migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini, è indispensabile l’istituzione del Servizio delle professioni sanitarie, che ha come suo compito istituzionale l’organizzazione e la gestione dei servizi che tutelano la salute dei cittadini utenti, attraverso l’umanizzazione e personalizzazione nei processi clinico – assistenziali. Pertanto La Fp Cgil invita tutti i commissari straordinari a voler procedere, nel reclutare il proprio dirigente delle professioni sanitarie rilanciando così in ambito aziendale la sua funzione, per come previsto sia negli atti aziendali che dai vari Dca della Regione Calabria». 

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