Curarsi a Vibo si può, Maria gioca “in casa” la sfida contro il cancro – Video

L’esperienza della malattia vissuta volontariamente vicino ai propri affetti e il rifiuto di spostarsi altrove dando fiducia ai medici dello Jazzolino. Quindi l’appello: «Si faccia qui anche la radioterapia»   

L’esperienza della malattia vissuta volontariamente vicino ai propri affetti e il rifiuto di spostarsi altrove dando fiducia ai medici dello Jazzolino. Quindi l’appello: «Si faccia qui anche la radioterapia»   

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Maria Canduci nel corso dell'intervista
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Curarsi in Calabria, a Vibo, si può. E c’è chi decide di farlo con piena fiducia nella professionalità dei medici. Senza negare le criticità, certo. Ma la testimonianza positiva di Maria Canduci, che lotta contro un cancro al seno, dimostra come uno spiraglio di speranza sia presente anche nella disastrata sanità regionale. I foulard, Maria, ora, li ha messi da parte. Le ricordavano la malattia. Adesso ha ripreso le sua vita in mano e si è lasciata il periodo più buio alle spalle. Ha scelto di curarsi in Calabria, sin dal momento in cui si è accorta che qualcosa non andava… Poi la lunga trafila, dalla diagnosi, avvenuta i primi di agosto, all’inizio delle cure. Qualche intoppo, come l’operazione che a settembre allo Jazzolino non si poteva fare per mancanza di anestesisti. Poi lo sblocco di tutto grazie ad un suo appello alla stampa. Ad accompagnare Maria una costante la fiducia nei medici che operano all’ospedale di Vibo. Oggi Maria ha finito con la chemio, ma deve ancora sottoporsi alla radioterapia, trattamento che l’ospedale cittadino però non garantisce… così lancia un appello: si attrezzi un reparto allo scopo.

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