mercoledì,Maggio 18 2022

Trasporto dializzati, la Regione approva la legge sui rimborsi: ecco come funziona

Per l'applicazione della nuova norma si stima una spesa annua delle Asp di 4 milioni e 100mila euro. Soddisfatta l'Aned: «Ringraziamo Occhiuto per aver prestato il giusto ascolto»

Trasporto dializzati, la Regione approva la legge sui rimborsi: ecco come funziona

di Luana Costa

È stata approvata dal Consiglio regionale la modifica alla datata legge 36 del 1986 in materia di interventi in favore dei pazienti dializzati. L’argomento era stato nelle scorse settimane al centro di roventi polemiche e anche di manifestazioni di protesta da parte delle associazioni che effettuano il trasporto per i soggetti che effettuano il trattamento dialitico. [Continua in basso]

Il rimborso chilometrico

La nuova legge – approvata nella seduta dello scorso 3 maggio – interviene modificandolo l’articolo 4 della precedente norma e introduce importanti novità sul rimborso delle spese sostenute dai pazienti per il trasporto dal domicilio ai centri dialisi. All’articolo 4 si legge: «Le aziende sanitarie provinciali competenti riconoscono ai soggetti nefropatici cronici sottoposti a trattamento dialitico il rimborso delle spese sostenuto per il trasporto». Rientrano nella categoria di spese rimborsabili: il trasporto con servizi pubblici di linea; il trasporto con mezzo proprio o accompagnato da caregiver familiare; il trasporto con servizi pubblici non di linea; il trasporto con mezzi destinati ai pazienti non autosufficienti, non deambulanti o trasportabili con altri mezzi e il trasporto sanitario con mezzi sanitari.

Mezzi sanitari

Per queste ultime due categorie la legge prevede, nello specifico, che il trasporto sia assicurato dalle Asp con mezzi e personale proprio. Ma nel caso in cui non riescano a provvedere al servizio possono affidarlo all’esterno «nel rispetto dei principi di economicità, efficienza e non sovracompensazione delle spese effettivamente sostenute». In tal senso, il rimborso delle spese è ammesso in misura pari al costo sostenuto secondo tariffa se effettuato con servizio pubblico di linea. È, invece, pari ad un quinto del costo del carburante nel caso in cui il trasporto avvenga con mezzo proprio o con trasporto pubblico non di linea. [Continua in basso]

Associazioni di trasporto

Deve, infine, essere stabilito dal competente dipartimento la misura del rimborso in caso di trasporto con altri mezzi, o in alternativa è possibile l’erogazione di un voucher in favore dei pazienti. È il caso, ad esempio, delle associazioni che finora hanno svolto il trasporto in favore dei pazienti dializzati.

Oneri finanziari

Per l’attuazione della legge sono stati previsti dal Consiglio regionale oneri annuali pari a quattro milioni e centomila euro da far gravare sul fondo sanitario regionale ogni anno assegnato alle aziende sanitarie provinciali. Il costo è stato calcolato tenuto conto del numero dei soggetti nefropatici che in Calabria risulta essere di 1.380, il numero di sedute dialitiche effettuate ogni mese per pazienti (13), e il numero di chilometri in media percorsi dal domicilio al centro dialisi e ritorno pari a 65. [Continua in basso]

Stime

Si stima, infatti, che nella maggior parte dei casi (il 50%) il trasporto avvenga con mezzo proprio o accompagnato da caregiver, il 25% dei pazienti, inoltre, utilizza mezzi destinati a persone non deambulanti, il 15% servizi pubblici non di linea e il 10% ambulanze attrezzate. Ha espresso soddisfazione per l’adozione della nuova legge il vicesegretario regionale di Aned Calabria, Giovanni Cicino: «Ringraziamo per aver prestato il giusto ascolto il commissario ad acta, Roberto Occhiuto e i membri della terza commissione del Consiglio regionale presieduto da Michele Comito. Questo ascolto porterà sicuramente a nuovi frutti, soprattutto, nella revisione della rete nefrodialitica e ad un’attenzione massima al mondo dei trapianti».

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