Sanitari in trincea nella sala operativa Suem 118 – Video

Tante le operazioni salvavita portate a termine nel Vibonese dall’inizio dell’anno. Una territorio difficile dove la distribuzione delle ambulanze riflette i dettami dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali

Tante le operazioni salvavita portate a termine nel Vibonese dall’inizio dell’anno. Una territorio difficile dove la distribuzione delle ambulanze riflette i dettami dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali

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Ogni giorno una corsa contro il tempo, per salvare vite. E contro l’orografia di un territorio impervio con le strade tortuose e dissestate, oltre ai ritardi infrastrutturali di una regione maledetta. Benvenuti in una delle sale operative del 118 calabrese. Trincea di un plotone di medici, infermieri, autisti, eroi del quotidiano il cui lavoro, i cui sacrifici spesso vengono ignorati. Antonio Talesa è il direttore del Suem 118 nell’area centrale della Calabria e, in particolare, nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Rivendica i grandi passi in avanti compiuti dal servizio sanitario di urgenza ed emergenza in un territorio in cui la caccia al medico è sempre aperta e le strumentalizzazioni politiche e campanilistiche sono all’ordine del giorno. Ciò malgrado solo nella provincia di Vibo, ovvero quella più complicata per le condizioni di strade, collegamenti ed in un cui si passa dal mare alla montagna, dagli asfalti asciutti alla neve in poche decine di chilometri, dall’inizio dell’anno sono stati compiuti ben 5.000 interventi, il 35% in codice rosso, in pratica operazioni salvavita.

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E’ una terra difficile la Calabria. Qui la distribuzione delle ambulanze riflette pedissequamente i dettami dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ma sovente ci si ritrova a fare i conti con chiamate per interventi che nei fatti si riveleranno non urgenti e che ritardano o talvolta addirittura privano di copertura chiamate per casi ben più gravi. E’ necessaria, quindi, una presa di coscienza del cittadino-utente, ma anche la creazione di quella che lo stesso direttore Talesa indica come una rete dell’emergenza urgenza territoriale. Da solo il 118 non basta ma occorre una comunicazione fra tutti gli attori del sistema.