Feto morto a Vibo, la madre rimandata a casa per mancanza di anestesisti – Video

Emergono particolari sconcertanti sul caso della 32enne in procinto di partorire ma invitata a tornare in ospedale il giorno successivo passando dal Pronto soccorso. Il marito furioso si sfoga contro le porte del reparto
Emergono particolari sconcertanti sul caso della 32enne in procinto di partorire ma invitata a tornare in ospedale il giorno successivo passando dal Pronto soccorso. Il marito furioso si sfoga contro le porte del reparto
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Il vetro infranto della sala parto, allo Jazzolino, è il muto testimone della rabbia di un padre che non abbraccerà il suo secondogenito. Un nuovo caso di malasanità? Sarà l’autorità giudiziaria a stabilirlo. La storia, fredda e crudele, racconta di una donna – Maria, 32 anni, originaria di Zambrone e residente a Favelloni di Cessaniti – che giunta alla 39esima settimana della gravidanza, ieri s’era recata in ospedale per una visita di controllo. I medici l’avrebbero rassicurata, ma il cesareo doveva essere rimandato perché – non essendoci anestesisti – non sarebbe stato possibile eseguire in tempi brevi l’intervento. Tornata a casa, stamani, un fortissimo stato di malessere, la corsa in ospedale, il tracciato, il battito del suo bimbo assente. Una notizia devastante, il padre che fuori di sé ha infranto un vetro e sfasciato altre suppellettili.

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L’avvocato Antonella Natale è il legale della famiglia coinvolta in questa ennesima drammatica vicenda che si consuma in un ospedale vetusto, decadente, spoglio, soprattutto di tutto, anche di personale. Nelle prossime ore, probabilmente, presenterà un esposto all’autorità giudiziaria. Allo Jazzolino giunge anche il parroco di Briatico, don Mino De Pascalis, che unì in matrimonio i genitori della bimba mai nata. Si stringe tra le spalle. Non ha parole. Anch’egli deve capire.

Al nosocomio di Vibo Valentia giungono parenti e amici di Maria. Suo marito si trova in Questura. Sono nella morsa del dolore, non intendono parlare alle telecamere. Si sfogano. Rispettiamo il loro dolore e, con loro, attendiamo che quanto prima anche su questa ennesima drammatica vicenda si faccia piena luce.

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