Sanità allo sbando a Vibo e in Calabria, le soluzioni della Lega

Il coordinamento provinciale invita la politica a cambiare direzione ed a guardare alle Regioni dove il sistema sanitario funziona meglio
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“Bimbo muore in grembo alla mamma, nonostante in ospedale i medici l’avessero visitata nei giorni scorsi. Si può riassumere così l’ultima tragedia che ha sconvolto una famiglia e l’intera popolazione. L’ultima di una serie che inizia da lontano, che ha visto morti che non sarebbero stati tali se le vittime non si fossero trovate al momento sbagliato nella struttura sanitaria sbagliata: quella appunto di una città della Calabria, una qualsiasi, dove anche un’appendicectomia può risultare fatale. E la cosa terribile, non più sopportabile, è che ormai i casi di malasanità riempiono le pagine dei quotidiani senza soluzione di continuità”. E’ quanto afferma in una nota il coordinamento provinciale di Vibo Valentia della Lega Salvini premier.

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“Il cittadino bisognevole di cure e il sistema sanitario locale i cui servizi di assistenza a tutela della salute della popolazione sono inadeguati fino a diventare inaccettabili, rappresentano il problema per questa regione. Purtroppo l’inefficienza  del servizio, che poiché pubblico non trova motivazioni che possano giustificarlo, viene da lontano. Vibo Valentia e la sua sanità hanno il carattere distintivo che ci fanno riconoscere da troppo tempo ormai quando ci rivolgiamo in strutture sanitarie di altre regioni: quello della malasanità. Malasanità, inefficienza e degenerazione testimoniata dall’inquinamento – continua la Lega – di quella che  dovrebbe essere un’organizzazione e un servizio per e della collettività”.

“La sanità è uno dei  settori  maggiormente infiltrati da corruzione, criminalità e dalla più “semplice” negligenza” spiega la ALAC-Allerta Anticorruzione. Un debito di 200milioni di euro e  600mila pazienti costretti a farsi assistere fuori regione, mentre l’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria è stata sciolta per mafia, per infiltrazioni della criminalità organizzata, fatture pagate due volte agli amministratori di strutture private e un fiume di denaro pagato a chi non ne aveva diritto. Ecco spiegato come, evidenziato da una nota trasmissione televisiva, l’Azienda Sanitaria provinciale di Reggio a fronte di 460 posti letto, possa spendere 800milioni di euro, mentre il Policlinico di Milano, a fronte di 912 posti letto, spende 430milioni di euro.  Senza considerare l’enorme divario di qualità nelle prestazioni  fornite dalle due Aziende. Ma non sta meglio l’Asp di Catanzaro che ha fatto la stessa fine di quella di Reggio Calabria: sciolta per “accertati condizionamenti da parte delle organizzazioni criminali”. E noi poi ci chiediamo  come sia possibile che le aziende ospedaliere di una Regione, la Calabria, che spende per la sanità la stessa cifra pro capite (circa 1.800 euro l’anno) della Lombardia,  diventino famose per l’incuria, la sciatteria e purtroppo le morti di troppi suoi assistiti.  Dal Sud 319mila viaggi della speranza solo nel 2017, con ricoveri che hanno generato crediti rilevanti principalmente per alcune realtà sanitarie del Nord quali Lombardia, Emilia Romagna e Veneto pari complessivamente a oltre 1,1 miliardi di euro. E’ una vera e propria “schiavitù sanitaria” in cui il malato viene reso privo di ogni diritto umano e completamente soggetto all’arbitrio di chi gestisce la sua vita fin nei suoi bisogni estremi. Il 14,9% delle famiglie in Calabria inoltre, quantificabile in circa 120 mila nuclei familiari, ha dichiarato di non avere i soldi, in alcuni periodi dell’anno, per poter affrontare le spese necessarie per curarsi. E’ noto peraltro, che il personale medico e infermieristico è costretto per carenza di personale a turni aggiuntivi per garantire le prestazioni necessarie nei reparti, specialmente nei “pronto soccorso” ed a loro rivolgiamo il nostro particolare apprezzamento. Anche per questo la politica deve cambiare verso, perché dopo tanti anni di una mancata programmazione è arrivato il momento di prendere decisioni serie. Infatti c’è da chiedersi che cosa abbiano fatto mentre occupavano le poltrone assegnate loro dai calabresi,  tutti i politici che si sono succeduti, nei decenni infiniti che sempre più li hanno resi distinti e distanti dai loro connazionali. La riorganizzazione del sistema sanitario rappresenta, in assoluto, un’emergenza immane per Vibo Valentia e la Calabria tutta che necessitano di una profonda trasformazione rinnovatrice e la Lega con l’esempio del suo governo là dove la sanità è un’eccellenza a livello non solo europeo, ne rappresenta  l’unica speranza”.   

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