Sanità, si presenta per l’ecografia ma in ospedale non sanno nulla – Video

“Vittima” un operaio edile che aveva subito un trauma al ginocchio: «E malgrado l’urgenza è stata ri-prenotata per luglio»
“Vittima” un operaio edile che aveva subito un trauma al ginocchio: «E malgrado l’urgenza è stata ri-prenotata per luglio»
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File all'ufficio ticket di Vibo Valentia
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Francesco Urzia

La sanità pubblica che non funziona. Se pagare il ticket per una visita a Vibo Valentia e provincia è diventata missione impossibile – lo testimoniano le interminabili attese e le numerose proteste agli sportelli – non va meglio neppure quando la data della visita viene fissata dagli operatori del Cup, il Centro unico di prenotazione. E allora capita che ci si presenti il giorno della visita, all’ora e nel luogo fissati. Ospedale di Tropea, ore 15, del 4 febbraio. La sala raggi è in fondo al corridoio. Ma pare non ci sia nessuno. Non è solo l’impressione.

«Qui radiografie di pomeriggio non se ne fanno da almeno 4 anni», spiega un operatore sanitario del nosocomio. Eppure è stato l’operatore del Cup ad indicare quell’orario. Chiarito il malinteso (se così si può chiamare) il Cup fissa, non senza imbarazzo, una nuova data. La prima utile, nonostante l’urgenza, è il 3 luglio prossimo, ovvero tra 5 mesi. Ovviamente di mattina. «Oltre al ginocchio dolorante – commenta amareggiato Francesco Urzia, operaio edile – fa ancor più male la beffa di dover tornare a casa a mani vuote. Rimettersi in macchina,  percorrere 52 chilometri e avere perso un’altra  giornata di lavoro per colpa di un sistema che non funziona».

Il 16 gennaio la corsa al pronto soccorso di Vibo, il medico prescriveva una ecografia al ginocchio «nel più breve tempo possibile, se differibile entro 72 ore». Di ore ne sono passate molte di più, sono passati giorni, settimane. Ma il 46enne non può attendere, l’acciacco gli impedisce infatti di lavorare, non resta che mettere mano al portafogli e affidarsi al privato. «Non è giusto far fare avanti e indietro a persone con problemi di salute – denuncia ai nostri microfoni – gli uffici preposti, Cup e ospedale in questo caso, devono mettersi d’accordo tra loro, per evitare di far fare viaggi a vuoto, ma soprattutto per garantire il diritto alle cure e  alla salute».

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