La Neuropsichiatria infantile di Pizzo al convegno sulla crisi della famiglia

A Lamezia Terme, su iniziativa delle psicoterapeute vibonesi Paola Giacco e Raffaella Ruberto, esperti a confronto su “La crisi della famiglia: risvolti psicopatologici in infanzia e adolescenza”
A Lamezia Terme, su iniziativa delle psicoterapeute vibonesi Paola Giacco e Raffaella Ruberto, esperti a confronto su “La crisi della famiglia: risvolti psicopatologici in infanzia e adolescenza”
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Il tavolo dei relatori
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Obiettivi pienamente raggiunti per il convegno, tenutosi a Lamezia Terme sabato scorso, incentrato sulla tematica “La crisi della famiglia: risvolti psicopatologici in infanzia e adolescenza”. Fautrici dell’organizzazione Paola Giacco e Raffaella Ruberto, psicologhe e psicoterapeute sistemico-relazionali vibonesi, fondatrici del Centro studi clinico sistemico-relazionale e dello studio clinico familiare di coppia e individuale con sede a Lamezia e a Vibo Valentia.

«Abbiamo pensato – ha affermato Paola Giacco -, di proporre quest’anno per il nostro appuntamento annuale con la Scuola romana di Psicoterapia familiare, al professor Saccu (neuropsichiatra infantile, direttore della Srpf tra i massimi esponenti in Italia della terapia della famiglia) una tematica per noi molto ricorrente. Nel lavoro clinico che svolgiamo nei nostri studi e nelle scuole del territorio di Vibo, spesso riscontriamo che la psicopatologia e il disagio dei bambini e degli adolescenti deriva da una profonda crisi del sistema familiare che riguarda anche le famiglie del Sud. Eravamo interessate quindi, ad approfondire le dinamiche inerenti la tematica e dare degli spunti di crescita e confronto al mondo della scuola, al mondo degli operatori socio-sanitari e delle famiglie».

Il professor Carmine Saccu, nel suo intervento, ha messo in risalto come «il modello complesso della Srpf si rivela una delle più grosse risorse in campo clinico. Infatti – prosegue la Giacco – nell’applicare lo strumento al lavoro con le famiglie, abbiamo avuto numerosi risultati positivi in 14 anni di esperienza. Saccu ha descritto come il pensiero complesso e circolare porta a vedere degli aspetti molto diversi nella situazione. Sono proprio tali aspetti, unitamente alla creatività operativa a cui il modello prepara gli operatori, a rivelarsi validi strumenti risolutivi di problematiche legate al disagio psichico. Una lettura diversa, complessa dunque, come sguardo che porta alla risoluzione della problematica familiare».

Il secondo intervento della giornata è stato tenuto da Luca Vallario, psicologo psicoterapeuta familiare, didatta della Srpf. «Abbiamo invitato il dottor Vallario – afferma la Giacco – perché conoscevamo il suo impegno anche come autore di interessanti testi sulla problematica della rete. “Naufraghi nella rete: adolescenti e abusi mediatici”, è un testo che ben delinea la problematica degli adolescenti nel rapporto con internet e i rischi della dipendenza. Vallario, ha descritto la problematica e come, in un’ottica sistemica relazionale è possibile riconoscerla e intervenire sul fenomeno. Il terzo intervento della giornata, è stato tenuto da Bruno Risoleo neuropsichiatra infantile dell’Asp di Vibo e direttore dello stesso Dipartimento con sede a Pizzo». Il professionista ha offerto ai presenti «uno spaccato reale della condizione del nostro territorio al di là del contesto e delle casistiche nazionali aprendo un tavolo di confronto a riguardo. È stato infatti di grande rilevanza clinica il contributo del dottor Risoleo che attraverso il suo intervento sulla resilienza delle famiglie con figli con diversa abilità, ha potuto descrivere come il Dipartimento si muove e lavora sul territorio provinciale».

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Nel suo intervento, Risoleo ha affermato: «Mi sono chiesto per anni cosa faceva la differenza nelle famiglie con figli con disagio fisico e psichico nel poter “risolvere” i piani clinici e far ripartire i bambini e gli adolescenti in difficoltà aiutandoli a incanalarsi in un processo di crescita evolutivo e di inserimento sociale integrato. L’ elemento che ho trovato è stata la resilienza, ovvero non solo la capacità di resistere agli urti della vita ma anche quella di riorganizzarsi e valorizzare le risorse e non concentrarsi sul limite della persona». Risoleo ha descritto come l’unità operi «in collaborazione con le scuole per affrontare i casi segnalati e come, dopo un’attenta analisi, si analizza come procedere per un’integrazione sociale e uno sviluppo della personalità senza etichette diagnostiche ma puntando alle risorse del minore».

Commovente e di grande utilità la testimonianza durante il convegno di Pino Bagnato, presidente dell’Associazione italiana persone down, che ha ringraziato e riconosciuto meritevole di stima e affetto e di grande professionalità l’operato sul territorio di Risoleo che ha dato vita ad un movimento associazionistico di famiglie con questa problematica; movimento rivelatosi di grande utilità per l’inserimento e il recupero dei ragazzi con difficoltà.

«Quando questi movimenti attuano una forza centripeta e si aprono all’esterno – ha affermato dal canto suo Saccu -, sono motori di cambiamento sistemico che portano allo sviluppo delle risorse e al cambiamento». 

«Questo confronto – ha concluso Paola Giacco – ha potuto mettere in evidenza l’efficacia del servizio dell’unità operativa di Pizzo in cui fondamentale si rivela la collaborazione tra pubblico e privato e tra scuola e famiglia e quanto il dialogo tra sistemi porta supporto e risoluzione a problematiche importanti anche in una provincia come quella di Vibo. La realtà emersa invece è stata diversa e fatta di professionalità e competenza». A moderare il convegno Ivano Tuselli, che ha sintetizzato con grande abilità e raccordato gli interventi.