giovedì,Luglio 29 2021

Coronavirus Vibo, la denuncia: «Mancanza di sicurezza nei percorsi ospedalieri»

Il sindacalista Gianni Patania punta l’indice contro la promiscuità tra reparti potenziale pericolo per degenti e personale: «Rifiuti speciali abbandonati per le scale e ascensori usati per tutto». Nel mirino dirigenti e politica

Coronavirus Vibo, la denuncia: «Mancanza di sicurezza nei percorsi ospedalieri»
Un malato in barella all'ospedale di Vibo

In piena emergenza sanitaria coronavirus, Gianni Patania, segretario del sindacato Confasila, denuncia la mancanza di sicurezza nell’accesso al Centro trasfusionale dell’ospedale Jazzolino di Vibo e altre criticità che metterebbero a repentaglio la salute di degenti e personale. Il Cento trasfusionale, in particolare, spiega il sindacalista, «si trova nell’ala riservata al Covid-19 e, purtroppo, ne condivide anche alcune parti del percorso. Per non parlare del fatto che per raggiungerlo, essendo lo stesso incastrato tra il blocco operatorio sullo stesso piano, Malattie infettive in basso e la Pediatria in alto, o si usano le scale antincendio, passando davanti a malattie infettive o si va in Pediatria per usare un ascensore, diventando potenziali veicoli di infezione per i bambini. Questo ascensore, tra l’altro, dovrebbe essere usato da tutti e per tutto e non è fruibile da un disabile su carrozzella».

Quindi Patania affonda il colpo. «L’altro giorno in ospedale c’è stato il corteo dei dirigenti e della politica, con relativi cortigiani, concluso con la passerella davanti alle telecamere per dire che tutto va bene e non c’è nulla di cui preoccuparsi. Nella realtà, non si fa nulla nella direzione della sicurezza e della prevenzione, visto che: i rifiuti speciali “Covid19” vengono abbandonati sulle scale antincendio e lasciati in balia delle intemperie metereologiche; la porta del reparto di malattie infettive, che dà sempre sulle scale antincendio, è perennemente aperta; la scala antincendio è usata dal personale del Centro trasfusionale, dal personale di altri reparti, dagli utenti che si recano presso il Centro per motivi di salute e, tra le altre cose, è accessibile a chiunque, visto che l’accesso alla stessa è libero».

In conclusione: «purtroppo, e in peggio, si va oltre i proclami e si deve assistere alle autocelebrazioni ed alla fiera delle vanità, messa in atto da dirigenti che dovrebbero garantire i servizi in generale e la salute in particolare ai cittadini».

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