Coronavirus e non vedenti, l’allarme dell’Uici di Vibo

Alto il rischio di contagio per tali persone costrette a toccare gli oggetti per orientarsi. Ecco le difficoltà ed i suggerimenti
Alto il rischio di contagio per tali persone costrette a toccare gli oggetti per orientarsi. Ecco le difficoltà ed i suggerimenti
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Un percorso tattile per non vedenti

Il rischio di contrarre il coronavirus è sempre alto, soprattutto se non si seguono le necessarie prerogative di distanziamento sociale e di uso dei dispositivi individuali di sicurezza. Tali disposizioni, tuttavia, non sono facili da attuare da parte delle persone alle prese con gravi problematiche fisiche, quali i non vedenti e gli ipovedenti. A lanciare l’allarme in questo senso è oggi il presidente dell’associazione provinciale di categoria Rocco De Luca il quale, nell’occasione, invita le istituzioni e i datori di lavoro a svolgere il proprio dovere e a tutelare maggiormente gli afflitti da tali disabilità.

“Che il rischio di incorrere nell’infezione da coronavirus sia maggiore per chi ha un deficit visivo grave o ha perso la vista – sottolinea la guida Uici di Vibo Valentia – lo dice la stessa Organizzazione mondiale della Sanità. Le persone ipovedenti o cieche, infatti, hanno difficoltà a mantenere le distanze fisiche tra individui perché faticano a capire dove sono nello spazio, hanno spesso bisogno di toccare gli oggetti per orientarsi o capire cosa sono e devono toccare le linee in Braille, non sapendo chi le abbia toccate prima. A questo bisogna aggiungere che per leggere e riconoscere gli oggetti non possono usare i guanti, che hanno particolare bisogno di creme per le mani, perché l’utilizzo continuo di gel disinfettante rischia di screpolare i polpastrelli, andando a danneggiare la superficie con la quale possono ‘leggere’ il mondo, e che la maggior parte dei materiali informativi è visiva e non si dispone delle funzioni che permettono ai lettori di schermo di tradurle per i non vedenti”.

Elencate le criticità con cui sono costretti a combattere giornalmente tali persone, De Luca sottolinea l’importanza di trasmettere “una comunicazione efficace agli assistenti e ai parenti di coloro che vivono con la cecità o la grave perdita della funzione visiva, per consentire pratiche quotidiane sicure ed efficienti”. Ciò include informazioni “sulle farmacie vicine, garantendo l’accesso ai prodotti per la sterilizzazione delle superficie e delle mani, nonché ai prodotti idratanti”, e sul fatto che parlando con le persone cieche e ipovedenti, “chi indossa una mascherina dovrebbe aumentare il tono della voce per essere capito chiaramente”. Ma chi deve svolgere questo compito? “L’organizzazione governativa che si occupa di tale emergenza – conclude De Luca – contattata dalle società nazionali per non vedenti o ipovedenti e dalle organizzazioni che lavorano per la loro inclusione, in modo da porre l’attenzione anche su questi aspetti critici nelle misure di sicurezza. La nostra segreteria rimane attiva in regime di smart working, anche in questo periodo. Per ogni necessità si può contattare il numero telefonico 0963472047, oppure scrivere alla nostra email uicvib @ uiciciechi.it.

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