Sanità a Vibo, Grillo: «Oliverio rimuova il dg Caligiuri»

L’esponente politico invita il governatore a «prendere atto dell’inadeguatezza del manager e a sostituirlo con persona di riconosciute esperienza»

L’esponente politico invita il governatore a «prendere atto dell’inadeguatezza del manager e a sostituirlo con persona di riconosciute esperienza»

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«I conflitti interni all’Asp hanno raggiunto livelli spaventosi, le liste d’attesa infinite, carenza di mezzi e personale impediscono di dare servizi di livello, l’Urp è inesistente, i laboratori analisi sovraccarichi, medici e infermieri del Pronto soccorso stressati nel tentativo di sopperire alle legittime richieste dei cittadini, e Oliverio continua a girarsi dall’altra parte». 

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A riferirlo in una nota è Alfonso Grillo, esponente di Alternativa popolare, il quale focalizza l’attenzione sul management aziendale dell’Asp di Vibo chiedendo al governatore Oliverio la rimozione del dg Angela Caligiuri

«Le proteste della politica – scrive Grillo -, specialmente quando motivate, come le mie di qualche settimana fa, fatte giungere, tra l’altro, sul tavolo del commissario Scura e del massimo rappresentante del dicastero alla Salute, non possono essere snobbate perché ritenute strumentali e di parte quantomeno meritano una riflessione.  Sia chiaro, non ho nomi da proporre o da sponsorizzare, questa è una battaglia di giustizia che va fatta a prescindere degli schieramenti e delle bandiere, Vibo merita un sistema sanitario efficiente ed efficace». 

Per Grillo è necessario quindi prendere «immediatamente atto dell’inadeguatezza del dg e sostituirlo con persona di riconosciute esperienza e capacità manageriali nel campo della sanità. Si dia ascolto agli appelli lanciati da medici, paramedici e infermieri, prima che sia troppo tardi. Non è necessario attendere nomine che responsabilizzino sul piano istituzionale per occuparsi di un argomento così importante. C’è una responsabilità molto più pesante a cui un politico deve rispondere che è quella morale, rispetto alla quale nessuna giustificazione, compresa la mancata nomina a commissario della sanità, può essere accampata nel momento in cui l’irreparabile si manifesta in tutta la sua cruda drammaticità».

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