“Parti a rischio a Vibo”, la replica di Miceli: «Vietato gettare la spugna» (VIDEO)

Il direttore sanitario dell’Asp prende le distanze dalla clamorosa denuncia dei camici bianchi che ha messo nero su bianco le carenze strutturali ed organizzative del reparto di ostetricia e ginecologia. Apprensione tra gli utenti

Il direttore sanitario dell’Asp prende le distanze dalla clamorosa denuncia dei camici bianchi che ha messo nero su bianco le carenze strutturali ed organizzative del reparto di ostetricia e ginecologia. Apprensione tra gli utenti

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«Criticità ne abbiamo dappertutto nella nostra azienda ma non per questo gettiamo la spugna!». Diretto e conciso Michelangelo Miceli, direttore sanitario dell’Asp di Vibo Valentia, che ha mal digerito l’esposto indirizzato alla Procura, al Comune e alla Prefettura e firmato da sette dirigenti medici dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale “Jazzolino”.

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Il corpo medico lamenta le condizioni carenti in cui è costretto a lavorare e declina ogni responsabilità civile, penale e amministrativa per eventuali danni a pazienti o nascituri.

Tra la gente intanto cresce lo sgomento e la paura: «Sono loro i responsabili dei pazienti. Facessero il doppio turno», grida un cittadino, mentre una donna non nasconde le sue sensazioni: «Mi vengono i brividi. Non ci sono mai soldi per fare nulla e a pagarne le spese sono solo i pazienti. La gente muore!».

Dall’Asp garantiscono che la situazione è sotto controllo: «Abbiamo incontrato il commissario ad acta, Massimo Scura. Il personale medico sarà incrementato di cinque unità». In merito, precisa Miceli, non è stato ancora emesso nessun decreto «ma non ci saranno problemi».

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