lunedì,Ottobre 18 2021

Sanità, il decreto Calabria bis è legge. Il Senato approva la fiducia

I sì sono stati 149, i no 117. Un solo astenuto. Il commissariamento straordinario durerà altri due anni

Sanità, il decreto Calabria bis è legge. Il Senato approva la fiducia
Senato (foto da Senato Repubblica su Twitter)

Il Senato ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto Calabria, nel testo già licenziato dalla Camera. Il decreto è dunque legge. I sì sono stati 149, i no 117 (tra cui il senatore di Iv Ernesto Magorno) ed un astenuto. Il provvedimento è già stato licenziato dalla Camera il 10 dicembre scorso con  con 246 voti favorevoli e 119 contrari. Il ministro Federico D’Incà, all’inizio della seduta, aveva posto a nome del governo la fiducia sul Dl con le norme che dettano le funzioni del Commissario alla sanità della Calabria. In aula subito dopo sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia. A votare no, anche Forza Italia.

Il Governo ha posto la fiducia per non cambiare il testo approvato all’inizio di dicembre. In quel caso, infatti, il decreto dovrebbe tornare indietro per una nuova discussione alla Camera. Ecco sa prevede nel merito il Dl.

Ancora due anni di commissariamento

Il Governo prevede una durata del decreto, e quindi del commissariamento straordinario della sanità calabrese, per due anni. Nelle precedenti bozze si riservava la possibilità di estendere la validità del decreto ancora ad un altro anno su proposta del ministero della Salute. Il commissario ad acta, di nomina governativa, sarà affiancato da “uno o più sub commissari”. Inoltre, scema la presa del Governo sulla Regione: il dipartimento Tutela della Salute non sarà più sottoposto alla struttura commissariale. Dovrà essere, invece, il commissario ad acta a procedere alle nomine dei commissari straordinari delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria che potranno godere di un compenso extra non superiore a 50mila euro a carico del bilancio del ministero della Salute.

No alle nomine dei dg

Si blinda poi contro l’eventuale – ma ormai tramontata – nomina da parte delle Regione di direttori generali alla guida delle aziende sanitarie e ospedaliere. Sempre all’articolo 7 dispone: “I direttori generali degli enti del  servizio sanitario della regione Calabria,  nonchè ogni  ulteriore organo ordinario o straordinario, comunque denominato, preposto ad aziende o enti del servizio sanitario regionale, eventualmente nominati  dalla  medesima Regione successivamente  al 3 novembre 2020, cessano dalle loro funzioni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Restano i commissari

Restano in sella, invece, i commissari straordinari nominati dal Governo a seguito dell’approvazione del precedente decreto Calabria: “Fino alla nomina dei commissari straordinari sono esercitati i poteri dei commissari straordinari,  già  nominati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 30 aprile  2019, n. 35, in carica alla data del 3 novembre 2020”. Nessun’altra modifica è stata introdotta. I sindaci calabresi, però, promettono battaglia e puntano ad emendare il decreto in fase di conversione in legge, come hanno annunciato negli scorsi giorni.

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