Vaccini a Vibo, Arena replica a Rodolico: «Affermazioni gravi»

Il medico che ha denunciato favoritismi interviene dopo l’intervista rilasciata alla nostra testata dal responsabile del Dipartimento di prevenzione: «Ha violato la mia privacy»
Il medico che ha denunciato favoritismi interviene dopo l’intervista rilasciata alla nostra testata dal responsabile del Dipartimento di prevenzione: «Ha violato la mia privacy»
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Francesco Arena

Sono «gravi» le affermazioni del Direttore del dipartimento di prevenzione Giuseppe Rodolico in merito alle modalità di somministrazione dei vaccini anti Covid. A dirlo è Francesco Arena, il medico di base in servizio a Serra San Bruno che ha denunciato a mezzo stampa presunti favoritismi nella somministrazione del siero. Per Arena, Rodolico «ha dato una sua interpretazione, aggiungendo alle mie dichiarazioni informazioni circostanziate di cui forse soltanto lui ha contezza. Nelle interviste che ho rilasciato nei giorni scorsi, non ho mai parlato di “medici in pensione” ma, ho denunciato informalmente quanto appreso essere avvenuto all’inizio di una campagna vaccinale: le dosi sarebbero state inoculate anche a chi non ne aveva diritto in prima battuta a totale discapito dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, odontoiatri e medici di guardia medica».

Per Arena «anche i medici in pensione hanno diritto alla vaccinazione come da lui affermato, tuttavia gli attuali protocolli impongono di intervenire prioritariamente sul personale impegnato a fronteggiare l’emergenza pandemica, ovvero operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, che hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione e di trasmetterla a pazienti fragili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali spesso critici».

E prosegue: «se il dottor Rodolico pertanto, in base alle sue dichiarazioni, è a conoscenza dell’inserimento di medici in pensione è doveroso che sia lui a rivolgersi alla competente autorità giudiziaria e non altri.

Il direttore di Dipartimento afferma che la gestione della campagna vaccinale è in capo al direttore sanitario aziendale Matteo Galletta, persona estremamente competente, di cui nutro profonda stima e al quale va un plauso per aver avocato a sé tale gestione, commissariandolo. Non è la prima volta che il dottor Rodolico mostra i suoi limiti. Anche la gestione dei test sierologici è stato un completo flop ed ancor più quella dei vaccini antinfluenzali che per sopperire all’inefficienza e incapacità sono stati distribuiti alla fine dallo stesso Ordine dei medici con tutte le polemiche che ne sono derivate. Ma è bene ricordare che con circolare del 24 dicembre 2020, il ministero della Salute affida il coordinamento delle attività relative alla campagna vaccinale anti Covid a livello territoriale ai servizi preposti al coordinamento delle attività vaccinali regionali, quale appunto i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali.

Stante tale disposizione – incalza Arena – è pertanto proprio il direttore del dipartimento a dover gestire la procedura vaccinale, individuare i soggetti aventi diritto con l’ordine di priorità temporale. E stabilire se i medici in pensione, da lui stesso tirati in ballo, abbiano priorità o meno rispetto ai sanitari in trincea. Cotticelli docet».

Infine il riferimento è alla mancata risposta alla chiamata al vaccino: «Quanto al citato rinvio della mia vaccinazione, si tratta in realtà di un preciso accordo con la struttura preposta in ordine all’ora e al giorno. È legittimo però a questo punto chiedere come il dottor Rodolico, che a suo dire non gestisce la campagna vaccinale, sia in possesso di tali informazioni di dettaglio. A me pare che si configuri anche la violazione della privacy» conclude.