domenica,Giugno 13 2021

Covid, a Mileto la riapertura delle scuole slitta di una settimana

Il prolungamento della chiusura nasce dall’esigenza di organizzare lo screening di massa sugli alunni. Salgono da 16 a 18, intanto, i casi attivi sul territorio

Covid, a Mileto la riapertura delle scuole slitta di una settimana

Rimarranno chiusi per un’altra settimana, fino al prossimo 27 febbraio, i battenti della scuola “Nicola Taccone Gallucci” di Mileto centro e di quella situata all’interno della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati. Il prolungamento della misura restrittiva, inizialmente prevista fino a lunedì 22, si rende necessario per poter effettuare in settimana uno screening di massa sulla popolazione studentesca dei due plessi, interessati nei giorni scorsi da alcuni casi di contagio da Covid-19.

Sono circa 300 i tamponi antigenici fatti recapitare nelle scorse ore al Comune di Mileto dall’Asp di Vibo Valentia, su richiesta del sindaco Salvatore Fortunato Giordano. Da qui l’ordinanza di ulteriore divieto fino a domenica prossima a svolgere le lezioni in presenza nelle due scuole facenti parte dell’Istituto comprensivo, «salvo revoche anticipate determinate dall’esecuzione in tempo utile di quanto sopra», come detto al fine di organizzare al meglio il servizio di effettuazione dei test rapidi sugli alunni coinvolti.

Il dirigente scolastico Antonello Scalamandrè ha, nel frattempo, provveduto a far sanificare le aule e gli altri ambienti interni ai due edifici interessati. Tale processo di igienizzazione ha riguardato anche gli scuolabus in dotazione del Comune. Intanto, sul territorio è salito da 16 a 18 il numero delle persone attualmente alle prese con il coronavirus, in conseguenza dei 2 nuovi contagi registratisi, fuori dal contesto scolastico, nella frazione Comparni.

Entrando nel dettaglio, 14 sono in questo momento i casi di Covid-19 attivi a Mileto centro, 3 a Comparni e 1 a Paravati. Dati che non permettono di dormire sonni tranquilli e che, indubbiamente, impongono di porre ancora massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione, pena l’ulteriore propagarsi della pandemia.  

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