Covid, a Vibo vaccinati ciechi e ipovedenti

I ringraziamenti del presidente Uici Rocco Deluca: «Quella vibonese una delle poche realtà a farlo, è inequivocabile segnale di civiltà»
I ringraziamenti del presidente Uici Rocco Deluca: «Quella vibonese una delle poche realtà a farlo, è inequivocabile segnale di civiltà»
Informazione pubblicitaria

«Quella partita ieri nell’ospedale di Vibo è la seconda fase della vaccinazione anti-Covid Pfizer a favore di soci e operatori Uici, ai quali il qualificato e disponibile personale Asp sta somministrando il cosiddetto richiamo, dopo il quale sarà per tutti possibile vivere in maggiore tranquillità, con minori ansie e paure. Certo, la vaccinazione non autorizzerà nessuno a fare meno attenzione alle regole, ma sarà certamente un mezzo di maggiore tutela, specie per quanti – come i non vedenti – hanno necessità del contatto, dell’accompagnamento e non sempre la piena coscienza degli spazi circostanti».

È quanto riferisce in una nota il presidente dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Rocco Deluca, ringraziando il direttore sanitario dell’Asp, Matteo Galletta, per «l’attenzione dimostrata nel comprendere i disagi di una categoria di disabili particolarmente penalizzata dalle limitazioni pandemiche, che stanno creando un diffuso senso di isolamento e, a volte, di abbandono. È doveroso – conclude Deluca – sottolineare l’importanza del vaccino per sperare di potersi riappropriare dell’agognata normalità ed è altrettanto giusto evidenziare quanto di positivo avviene in una Calabria spesso ultima, ma che, nel caso specifico, risulta essere una delle poche in Italia nelle quali si è data priorità ai ciechi ed agli ipovedenti, lanciando un inequivocabile segnale di civiltà».