venerdì,Luglio 30 2021

Reithera, un ricercatore vibonese dietro lo sviluppo del vaccino italiano

Originario di Vibo Marina, Stefano Colloca è un affermato studioso a capo del team che sta sperimentando l’antidoto al Covid

Reithera, un ricercatore vibonese dietro lo sviluppo del vaccino italiano
Il ricercatore vibonese Stefano Colloca

Il 2021 potrebbe essere l’anno del primo vaccino italiano contro il Coronavirus. Quando scoppia il Covid anche in Italia, il professor Nicosia e il dottor Stefano Colloca si fanno avanti con le istituzioni per proporre un vaccino prodotto interamente nel nostro paese. I risultati della prima sperimentazione sono stati presentati il 4 gennaio all’istituto Spallanzani di Roma e il governo sta già pensando di stanziare risorse del Ricovery Found per le ulteriori ricerche.

Stefano Colloca (al centro) con il suo team

Nei laboratori di Reithera, situati a sud di Roma, prosegue incessante la corsa per la creazione di un vaccino italiano contro il Covid-19. Il gruppo è leader di un consorzio europeo costituito dalla tedesca Lleukocar e della Universelles di Bruxelles.

Il responsabile dello sviluppo tecnologico di Reithera è Stefano Colloca, nato a Vibo Marina dove risiedeva la famiglia del dottor Colloca, padre di Stefano ed anche lui medico. Trasferitosi a Pavia, Stefano inizia una prestigiosa carriera ed acquisisce una lunga esperienza nella ricerca dei virus genetici.

Il ricercatore ha contribuito ai programmi per lo sviluppo di antivirali per il virus dell’epatite B e C e successivamente si è dedicato allo sviluppo di vaccini innovativi. Autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche (Nature Medicine, England Journal of Medicine), è inventore, in collaborazione con l’ente governativo americano National Institute of Health, del brevetto contro il virus Ebola.

Le ricerche per la produzione del nuovo vaccino, che parlerà italiano, sono in fase avanzata grazie anche all’investimento di 81 milioni di euro concesso da Invitalia. «Siamo orgogliosi di aver concluso l’accordo con Invitalia – ha dichiarato Stefano Colloca – il cui intervento potrà accelerare lo sviluppo del vaccino italiano, a cui Reithera sta lavorando con professionalità e dedizione fin dall’inizio della pandemia».

La sperimentazione sull’uomo, dopo quella condotta su modelli animali, dovrebbe iniziare a luglio e, se tutto andrà per il meglio, il vaccino dovrebbe ottenere l’approvazione entro l’anno. Secondo i medici dello Spallanzani, che hanno già avviato la fase due della sperimentazione, il vaccino “made in Italy” ha diversi vantaggi: ha effetti indesiderati minori rispetto ai vaccini Pfizer e Moderna, per la conservazione del vaccino prodotto interamente nel nostro Paese basterà un normale frigorifero e, con molta probabilità, ne basterà un’unica somministrazione.

L’azienda stima di produrre 10 milioni di dosi al mese, che permetteranno all’Italia di raggiungere l’autonomia nella campagna di vaccinazione, servendosi esclusivamente delle dosi prodotte entro i confini nazionali.

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