lunedì,Aprile 15 2024

Beatificazione di don Mottola, la gioia degli Oblati del Sacro Cuore di Gesù

Don Sicari, fratello maggiore dei sacerdoti dell’Istituto secolare fondato dal futuro beato di Tropea: «Raggio di luce e di speranza in tempo di pandemia»

Beatificazione di don Mottola, la gioia degli Oblati del Sacro Cuore di Gesù
Don Francesco Mottola
Don Francesco Sicari

All’indomani dell’annuncio che don Francesco Mottola il prossimo 10 ottobre sarà elevato ufficialmente all’onore degli altari, arrivano i sentimenti di gioia e di soddisfazione della famiglia degli Oblati del Sacro Cuore da lui fondata. «In questa lieta circostanza – afferma il fratello maggiore dei sacerdoti dell’Istituto secolare, don Francesco Sicari – sentiamo forte il bisogno di ringraziare il vescovo emerito della nostra diocesi, monsignor Luigi Renzo, che tanto si è speso negli anni del suo episcopato perché il nostro padre don Mottola fosse elevato agli onori degli altari; esprimiamo anche la nostra filiale gratitudine a monsignor Francesco Oliva, amministratore apostolico che si è adoperato in poco tempo affinché il rito della Beatificazione trovasse conferma nella suddetta data e infine un benvenuto al vescovo eletto monsignor Attilio Nostro, che avrà la grazia di iniziare il suo ministero episcopale nella nostra chiesa diocesana di Mileto-Nicotera-Tropea, sotto lo sguardo benedicente del nuovo Beato. Questa notizia – aggiunge – è altresì come un raggio di luce e di speranza in questo periodo in cui nel nostro Paese stiamo faticosamente uscendo da una pesante situazione sanitaria, sociale e lavorativa, causata dalla pandemia che da più di un anno ha colpito il mondo intero e che ha ritardato di un anno la stessa beatificazione». [Continua in basso]

A seguire don Sicari spiega come, con il riconoscimento pubblico della santità del sacerdote di Tropea, la Chiesa renda grazie a Dio «e onora questo suo Figlio che ha risposto generosamente alla grazia divina e ce lo propone come intercessore e come esempio di quella santità alla quale ogni uomo è chiamato, qualunque siano le circostante concrete della sua vita su questa terra». E, ancora, che la Beatificazione è un evento raro, «che in passato si faceva a Roma e che più recentemente si è voluto promuovere nelle Chiese locali, riservando al Papa solo le canonizzazioni. Così – sottolinea –  proprio nella nostra città di Tropea, laddove la vicenda umana, cristiana, sacerdotale di don Mottola si è incarnata fino a raggiungere le vette della santità, laddove tutto profuma della sua carità testimoniale, avremo il dono di poterlo pubblicamente riconoscere icona del vangelo, partecipe della santità di Dio, beato. Oggi è il momento della gioia traboccante per tutti noi, oblati e oblate del Sacro Cuore. Ci aspettano giornate cariche di grazia infinita e cercheremo in tutti i modi di preparare spiritualmente e materialmente il grande evento del rito di Beatificazione, perché sia un momento ecclesiale ricco e fecondo per tutti. L’esempio di vita del nuovo Beato e il suo messaggio di carità – conclude – diventino per noi tutti oblati, ma anche per tutti i cristiani che si affideranno alla Sua intercessione, seme di una nuova primavera nella forza dello Spirito che rinnova ogni cosa».

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