sabato,Settembre 18 2021

Rombiolo, al procuratore Falvo il premio “Il Telaio 2021”

Tra i premiati anche gli scrittori calabresi Domenico Dara e Giorgio Bruzzese. Il magistrato, con in prima fila l’Arma dei carabinieri, ha insistito sul rispetto delle regole e sulla fiducia nelle istituzioni partendo dalle scuole per un cambiamento di rotta

Rombiolo, al procuratore Falvo il premio “Il Telaio 2021”
Il procuratore Camillo Falvo

Il procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo, ha incontrato la popolazione di Rombiolo, nel segno della legalità. L’occasione è stata il premio “Il Telaio 2021”, giunto alla quattordicesima edizione e conferitogli per l’impegno a favore dello sviluppo sociale e culturale della Calabria. Un riconoscimento che il magistrato ha inteso condividere e attribuire al lavoro di tutti i collaboratori, i colleghi sostituti e le forze dell’ordine in primo luogo, sottolineando nella circostanza anche il grande lavoro nel vibonese svolto dai carabinieri, rivolgendosi direttamente al loro comandante provinciale, presente in prima fila. Tra i premiati anche gli scrittori calabresi Domenico Dara e Giorgio Bruzzese. ll procuratore Falvo, nello scenario del sagrato della chiesa di San Michele ha rilanciato le parole pronunciate qualche giorno prima dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, mettendo in risalto la vicinanza della popolazione e la voglia di riscatto. [Continua in basso]

La ‘ndrangheta – ha affermato Falvo – non la sconfiggeremo solo con l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, perché è radicata nella mentalità e per cambiarla serve il rifiuto. Essa ha determinato le condizioni in cui siamo oggi, fanalino di coda della penisola. Ora serve una cultura di carattere diverso, dobbiamo entrare nelle scuole perché saranno le generazioni future a sconfiggere la ‘ndrangheta, quando capiranno che bisogna cambiare rotta”.
Il procuratore Falvo ha poi toccato altri temi, dal rispetto per la cosa pubblica scevra dal tornaconto di chi amministra alla lotta alla corruzione sino al rispetto verso l’ambiente. “La nota positiva – ha affermato il procuratore – è che le cose stanno cambiando: la gente ha fiducia; forse è un processo lungo ma siamo partiti da zero: prima c’era rassegnazione, tant’è che ero venuto tre anni di fila a fare processi nell’aula bunker e coglievo solo rassegnazione nei testimoni e nelle persone offese che a caldo denunciavano, ma poi, davanti alla conferma in Tribunale, si tiravano indietro e ci trovavamo a dover dimostrare che erano stati minacciati o a procedere per falsa testimonianza. Oggi la gente viene a denunciare, sta iniziando a fidarsi della magistratura e delle forze di polizia e dobbiamo cogliere questa voglia di cambiamento. L’auspicio è che la parte buona, che è preponderante, venga fuori per prendere in mano le redini e le sorti di questa terra meravigliosa. Dobbiamo curare il territorio, comprese le vie di comunicazione, in situazioni critiche. All’inizio dell’estate, durante una ricognizione a bordo di un elicottero dei carabinieri, dissi al colonnello Capece che le cose possono cambiare: dopo le piantagioni di canapa indiana e le discariche adesso stresserò anche per le strade, spesso in condizioni critiche e pericolose per la circolazione”.

Significativa ed ancora una volta incoraggiante la convinta partecipazione della cittadinanza di Rombiolo e di molti giovani.

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