mercoledì,Ottobre 27 2021

Scuola come dopo un terremoto a Portosalvo di Vibo, pioggia di critiche

La soluzione delle tende e dei gazebo per la prima campanella nella frazione non incontra il favore dei genitori degli alunni che condannano l’operato del sindaco Maria Limardo

Scuola come dopo un terremoto a Portosalvo di Vibo, pioggia di critiche

Per gli alunni di Porto Salvo sarà di certo una festa: primo giorno di scuola in… campeggio. Invece di quattro mura a racchiudere banchi e cattedra, finiranno sotto un gazebo, allestito su un prato. Manco in Svezia sono così “avanti” come a Vibo Valentia, dove il Comune – per rimediare ai ritardi che ha accumulato nell’ammodernamento e nella messa in sicurezza dei locali che ospitano il plesso distaccato dell’Istituto comprensivo Amerigo Vespucci di Vibo Marina è stato costretto ad allestire una serie di tende, di quelle per i matrimoni all’aperto (o per i mercati), sotto le quali ospitare gli alunni di Porto Salvo. [Continua in basso]

Senza dubbio ai ragazzi piacerà tanto questa botta di novità; vuoi mettere fare lezioni all’aperto invece di essere costretto a restare in classe cinque ore? E chissà che succede se piove. Se farà caldo come negli ultimi giorni. Se tira vento. Chissà. Per ora le foto diffuse restituiscono l’immagine idilliaca di accoglienti gazebo baciati dal sole di settembre e picchettati su un prato rasato di fresco. Manco in Svezia, appunto.

Chi non si è fatto convincere che questo è il migliore dei mondi possibili sono decine e decine di genitori (oltre che, ovviamente, l’opposizione consiliare) che in queste ore stanno subissando di critiche l’Amministrazione comunale. Nel tentativo di arginare il malcontento, il sindaco Limardo ha puntato il dito contro «i leoni da tastiera» e ha cercato di spiegare come sono andate le cose, dando la colpa al destino cinico e baro che avrebbe ritardato lavori, collaudi, verifiche.

Maria Limardo

«Io e la mia amministrazione – ha detto Limardo – non solo non abbiamo nulla di cui vergognarci, ma siamo orgogliosi del nostro operato mosso esclusivamente dalla volontà di garantire – a tutti i costi – anche ai ragazzi di Porto Salvo l’inizio dell’anno scolastico in presenza e in sicurezza». E fin qua nessuno potrebbe obiettare alcunché. Se non fosse che il vecchio anno scolastico è finito a giugno e da allora ben poco è stato fatto per “garantire” il diritto allo studio degli alunni di Porto Salvo.
Ma d’altronde, da una città che ci mette mesi per fare un semplice spartitraffico (quello ad esempio in contrada Bitonto, lungo la strada comunale per San Gregorio), lasciandolo per settimane senza segnaletica orizzontale e verticale, pronto a ghermire gli automobilisti ignari dei nuovi cordoli, non c’è da aspettarsi molta tempestività.  
E i commenti negativi non si contano. «Sindaco – scrive un utente – sono una di quelle persone che lei definisce “leone da tastiera” e che ha pubblicamente asserito che dovreste vergognarvi. I “leoni da tastiera” di cui lei parla sono CITTADINI INDIGNATI che lei dovrebbe rappresentare e perciò hanno tutto il diritto di muovere qualsivoglia critica dinnanzi a situazioni del genere».

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