venerdì,Dicembre 3 2021

Diocesi di Mileto, il benvenuto di monsignor Oliva al nuovo vescovo

L’abbraccio dell’amministratore apostolico a monsignor Nostro a pochi giorni dell'arrivo: «Inizio di una nuova primavera e autorevole guida di questa chiesa»

Diocesi di Mileto, il benvenuto di monsignor Oliva al nuovo vescovo
La Cattedrale di Mileto e monsignor Attilio Nostro

A pochi giorni dal suo insediamento a vescovo nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, previsto il prossimo 2 ottobre, a monsignor Attilio Nostro arriva il benvenuto «da parte di chi, per un breve tratto di strada, ha condiviso con la comunità episcopale momenti di incontro, confronto e soprattutto di dialogo, ma anche di festa». Nello specifico, da parte dell’amministratore apostolico monsignor Francesco Oliva, chiamato a condurre la fase di transizione susseguente alle dimissioni di monsignor Luigi Renzo. «Giorni di grazia – spiega la guida protempore della diocesi – che attraverso l’ascolto ed il dialogo reciproci mi hanno aiutato a rileggere con animo sereno situazioni particolari, anche di tensione e di preoccupazione. E’ giunto il momento tanto atteso di aprire le braccia ed il cuore al nuovo Pastore, che il Santo Padre ha scelto come autorevole guida di questa chiesa. Lo Spirito Santo lo riempie dei suoi doni, per continuare la tradizione apostolica di una Chiesa, che si prepara a vivere un meraviglioso momento di grazia con la beatificazione di don Francesco Mottola». [Continua in basso]

Il vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva

Dopo aver invitato a guardare proprio a questo prete, «che nella sua vita ha vissuto in modo esemplare il ministero sacerdotale, offrendo le sue fatiche e sofferenze per il bene della chiesa», l’attuale vescovo di Locri-Gerace chiarisce che «non è tempo di perdersi d’animo o di voltarsi indietro. Non è tempo di conservare rancori o di restarsene rinchiusi nel proprio individualismo. Non è tempo di giudicare o di guardare fuori di sé. Anche quando fatti, vicende, vissuti dentro e fuori la chiesa possono indurre scoraggiamento, perplessità e malcontenti, facendo emergere il volto di una chiesa, troppo secolarizzata, affaticata, ferita e malconcia. Viviamo l’attesa del nuovo Pastore come una nuova primavera – aggiunge – un tempo per recuperare la gioia del Vangelo, quella gioia che “riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù” (EG 1). La venuta di un nuovo vescovo è senz’altro una nuova tappa nel cammino di una chiesa particolare. Ho incontrato una Chiesa in cerca di dialogo, di incontro e di ascolto. Una Chiesa disponibile a superare ogni motivo di divisione. Il cammino è ancora lungo. Per questo occorre continuare a lavorare e pregare che il Signore perché liberi la Chiesa da coloro che vogliono invecchiarla, fissarla sul passato, frenarla, renderla immobile».

L’amministratore apostolico prosegue sottolineando di aver colto in tanti «il bisogno di rinnovamento ed il desiderio di recuperare slancio ed entusiasmo giovanili». Questo è possibile, però, «se ci si libera dalla tentazione di credere che la Chiesa è giovane, se cede a tutto ciò che il mondo le offre, e che si rinnova indebolendo la forza di trasformazione del messaggio evangelico. E’ giovane quando in essa ci sono sempre margini di dialogo e testimonianze di fraternità». Ma è possibile una chiesa così? Per monsignor Oliva sì, «se tutti ci s’impegna a costruire una comunità che “non sia troppo concentrata su sé stessa, ma che rifletta soprattutto Gesù Cristo” (ChV 33). Egli è il buon Samaritano che s’incontra in colui che ha fame e sete, nello straniero, nell’ignudo, nel malato, nel carcerato, più che in riti anacronistici che poco hanno da dire agli uomini e alle donne di oggi. La chiesa sognata da Gesù – conclude – è quella che vive la dimensione dell’amore in tutto il suo agire considerando il resto secondario, non appartenente alla sua essenza. Il Signore accompagni e benedica il cammino di questa Chiesa diocesana, sotto la guida del nuovo Pastore».

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