martedì,Novembre 30 2021

Il sub vibonese che addestra la guardia costiera tunisina per la ricerca di barche affondate

Osvaldo Basile collabora con un’azienda francese leader nei sistemi di esplorazione subacquea. In Tunisia dovrà insegnare alla Garde Nationale Maritime ad ispezionare i fondali anche alla ricerca di corpi di migranti annegati durante le traversate del Mediterraneo

Il sub vibonese che addestra la guardia costiera tunisina per la ricerca di barche affondate
Osvaldo Basile e un'unità navale della Guardia costiera tunisina

Osvaldo Basile è un sommozzatore professionista, trascorre più tempo sott’acqua che sulla terraferma. Un’attività specialistica unita ad una grande passione. Il mare custodisce storia, tesori, segreti su cui fare luce, ma anche tragedie. In particolar modo il Mediterraneo, divenuto la tomba di migliaia di esseri umani inabissatisi assieme alle imbarcazioni con le quali tentavano di inseguire una vita migliore lontano dai loro paesi d’origine. [Continua in basso]

Recentemente il governo tunisino ha avviato un programma finalizzato all’individuazione di barche utilizzate per il trasporto di migranti affondate durante le traversate nel Canale di Sicilia e al recupero di eventuali corpi, decidendo di rivolgersi ad una società specializzata nel settore, la Eco Line France con sede ad Antibes, facente capo alla signora Soraya Koulitchenko, che da più di venti anni tratta esclusivamente la vendita e l’assistenza di Rov (sottomarino a comando remoto, ndr) nonché la formazione di piloti.

Osvaldo , dopo aver seguito corsi di formazione e perfezionamento in Slovacchia e Francia, da circa tre anni collabora con l’azienda francese diventando un punto di riferimento per l’utilizzo dei Rov e per il sofisticato sistema “Side Scan Sonar” di ultima generazione. A giugno di quest’anno è stato, pertanto, individuato come formatore di 24 allievi della Garde Nationale Maritime (equivalente della nostra Guardia Costiera), alla quale sono stati consegnati sei sistemi completi del modello “Supergnom”. Questi strumenti, in abbinamento tra loro, sono ora in dotazione su sei motovedette veloci con sede nei porti di Tunisi, Biserta, La Goulette, Sfax, Zarzis, Gabbès e sono stati forniti dalla Eco Line France attraverso un bando pubblico internazionale. [Continua in basso]

Il Rov è un veicolo comandato a distanza, come dice l’acronimo Remotely Operated Vehicle, attraverso un cavo ombelicale di comunicazione collegato al veicolo e ad una postazione di superficie dove in tempo reale il pilota vede le immagini riprese sul fondale e ne gestisce i movimenti. Si tratta di uno strumento molto versatile e si presta a numerose applicazioni: studi e ricerche scientifiche e archeologiche, ispezioni di navi affondate, porti, dighe, condotte subacquee, ambiti nucleari e molto altro ancora. E forse per una regione come la Calabria, che intende fare del turismo e del mare la sua principale risorsa, questi strumenti di ricerca e ispezione subacquea dovrebbero essere in dotazione al fine di individuare eventuali condotte sottomarine per scarichi illegali.

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