domenica,Gennaio 23 2022

Mileto, il vescovo chiede agli assassini di Filippo Ceravolo di pentirsi e confessare

Monsignor Nostro ha offerto in suffragio del giovane la messa celebrata nella solennità della dedicazione della cattedrale. In mattinata l’incontro con i genitori

Mileto, il vescovo chiede agli assassini di Filippo Ceravolo di pentirsi e confessare
Il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro
Filippo Ceravolo
Filippo Ceravolo

È stata una sacra funzione densa di significati, quella presieduta dal vescovo monsignor Attilio Nostro in occasione del 91esimo anniversario di dedicazione della basilica cattedrale di Mileto, chiesa madre della diocesi. Il presule ha voluto applicare l’intenzione per i defunti della messa a Filippo Ceravolo, il giovane di Soriano Calabro morto per errore in un’imboscata mafiosa la sera del 25 ottobre di nove anni fa. In mattinata aveva incontrato in Episcopio i genitori Martino e Anna e le sorelle dell’innocente vittima della ‘ndrangheta. Nell’occasione aveva ricevuto in dono una copia del libro “Vite spezzate” di Maria Maiolo, che tratta della morte del povero 19enne, colpevole solo di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, e delle ferite indelebili che la sua scomparsa ha lasciato alla famiglia. [Continua in basso]

Un incontro cordiale e per certi versi intimo, quello con i familiari dello sfortunato giovane, in cui papà Martino ha chiesto a monsignor Nostro di pregare per loro, «affinché trovino la forza di andare avanti», per il povero Filippo, «affinché abbia giustizia», e per gli assassini, «affinché si pentano, confessino e paghino davanti innanzitutto alla legge degli uomini per il crimine che hanno commesso». La risposta del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea non si è fatta attendere. Prima della benedizione conclusiva, infatti, ha voluto esprimere profonda vicinanza e solidarietà alla famiglia Ceravolo e a tutte le altre che hanno subito violenze mafiose del genere, chiedendo nel contempo agli assassini di Filippo di confessare il loro omicidio, fermo restando che il perdono per essere efficace deve essere preceduto dal pentimento sincero, espresso pubblicamente e visibile attraverso gesti concreti. Il nuovo pastore, in questi primi giorni alla guida della diocesi si sta dimostrando molto attento alle esigenze del clero e dei fedeli.

Nel corso della sacra funzione ha comunicato l’intenzione di accogliere con sé e di voler seguire passo passo i tre seminaristi della diocesi attualmente in cammino verso il sacerdozio, facendoli collaborare con il parroco don Domenico Dicarlo alle attività pastorali della basilica cattedrale di Mileto. Per quanto riguarda i fedeli, si sta facendo allestire l’Ufficio nel vecchio Episcopio e a pian terreno, dove fino ad oggi è stato attivo l’Ufficio matrimoni, in modo da stare ancora più vicino alla gente e per andare incontro alle esigenze delle persone diversamente abili e delle altre fasce deboli della popolazione.       

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