lunedì,Aprile 22 2024

L’Unicef Vibo si appresta a celebrare la Giornata sui diritti dell’infanzia e adolescenza

Previste iniziative nelle scuole vibonesi per ricordare il 32esimo anniversario della Convenzione Onu. Il presidente Aurelio: «Guardiamo con fiducia ai nostri ragazzi»

L’Unicef Vibo si appresta a celebrare la Giornata sui diritti dell’infanzia e adolescenza

Il prossimo 20 novembre ricorre il 32esimo anniversario (1989-2021) della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. È grazie alla Convenzione internazionale che i bambini non sono più visti semplicemente come oggetto di protezione, ma come soggetto di diritto. Il comitato provinciale di Vibo Valentia per l’Unicef, tramite il presidente Gaetano Aurelio ha voluto ricordare l’importante appuntamento.

«Ogni anno – si legge in una nota – l’Unicef ci invita a riflettere su tale tematica (e non è mai abbastanza) perché i diritti dei minori non rimangano sulla carta, ma possano essere diffusi, compresi, attuati. Grazie al protocollo Miur-Unicef tutte le scuole sono invitate ad operare in tal senso e le “scuole amiche Unicef” (quasi una ventina nella nostra provincia tra Scuole Amiche e Scuole che hanno iniziato il percorso), diventate tali anche e soprattutto per questo motivo, vivono questa giornata in modo speciale ogni anno da tempo. E come in ogni classe scolastica si affronterà questa tematica così importante, sarebbe auspicabile che anche in altri luoghi di relazione e socialità se ne parlasse serenamente: i bambini e i ragazzi hanno bisogno, soprattutto oggi, del nostro tempo, di un’attenzione particolare che guardi alle loro esigenze ma, ancor di più, di qualcuno che li ascolti».
«Il “Diritto all’ascolto” è, si fa presente, uno dei diritti più gettonati proprio perché tutti siamo sempre più assuefatti dalla società della velocità e del consumo per cui non abbiamo mai tempo. Non ci si ferma più a riflettere, si interrompe sempre più l’altro che parla, si alza la voce per soffocare quella degli altri. Insomma perdiamo senza goderne, a volte, anche i momenti più importanti. E i nostri giovani ne soffrono terribilmente: preferiscono essere ascoltati prima di essere giudicati desiderano un po’più del nostro tempo da dedicare a loro piuttosto che riempirli di cose agognano la nostra attenzione ad ogni costo.
Guardiamo con fiducia ai nostri ragazzi dando loro quella speranza che si meritano, facciamogli sentire il nostro affetto e la nostra vicinanza nelle loro scelte, apriamo loro la strada di un futuro che li veda sempre più protagonisti della loro vita. E lo saranno sempre più se comprenderanno il valore di essere soggetto di diritto. Il 20 novembre – conclude la nota- diventi il punto di riferimento ma non dimentichiamoci che il nostro operato non inizia né finisce in tale data ma dura tutto l’anno, ogni giorno, ogni istante».

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