lunedì,Luglio 22 2024

Vibo, il vescovo Attilio Nostro in visita all’Unione italiana ciechi e ipovedenti

Il presule si è recato nei locali della sede provinciale dell’Uici per porgere il suo saluto al nuovo direttivo e ai ragazzi che del servizio civili che vi operano

Vibo, il vescovo Attilio Nostro in visita all’Unione italiana ciechi e ipovedenti

«Un whatsapp per annunciare l’avvenuta elezione del nuovo direttivo sezionale U.i.c.i., gli auguri del vescovo, la telefonata di saluto da parte del presidente Giuseppe Bartucca e S.E. Attilio Nostro che dichiara: “Vi verrò a trovare”». È così che i dirigenti dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti raccontano come il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea abbia fatto visita a loro, al personale ed ai giovani del servizio civile nei locali della sezione di Vibo. [Continua in basso]

«È avvenuto tutto di slancio e con grande semplicità – hanno continuato. Nessun autista o accompagnatore, zero convenevoli e discorsi preparati: tutto in assoluta naturalezza ed autenticità». Il neopresidente Giuseppe Bartucca ha presentato in tale occasione i nuovi consiglieri, gli amici della segreteria ed i giovani volontari, soffermandosi brevemente sulle attività poste in essere dall’organizzazione su scala locale, su alcune idee e bisogni. «Il prelato ha ascoltato con grande attenzione, ha chiesto alcuni dettagli ed ha raccontato delle esperienze personali. Ha accolto i tre doni dell’U.i.c.i.: il libro di Francesco Gabriele “Inno alla vita”, che verrà presentato il prossimo primo luglio nelle versioni audio e braille; un centrino ricamato a mano da Lucia, che partecipa ai laboratori della Cooperativa Sociale “Fenice”; una tavoletta per la scrittura braille, riportante lo slogan della sezione “Il Sole c’è anche quando non si vede”.  Poi, un brindisi, qualche foto ed un momento di preghiera: nulla di particolare, ma di speciale certamente sì: la palpabile condivisione, il desiderio e la necessità di fare rete, l’aver sperimentato che camminare insieme non è solo bello ma è anche possibile».

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