mercoledì,Agosto 17 2022

Nardodipace ricorda con un convegno la drammatica alluvione del 1951

A confronto amministratori, intellettuali, economisti, archeologici e operatori culturali. Dal Comune la cittadinanza onoraria a Vito Teti

Nardodipace ricorda con un convegno la drammatica alluvione del 1951
Una veduta di Nardodipace
L'antropologo e docente universitario Vito Teti
Vito Teti

Sabato prossimo, 6 agosto, alle ore 11, nella Chiesa della Natività di Maria Vergine di Nardodipace Vecchio Abitato, sarà ricordata, in un pubblico convegno, l’alluvione che nel 1951 sconvolse la geografia e determino la storia di Nardodipace. Ne discutono insieme: Vito Teti (Antropologo); Domenico Cersosimo (economista); Maria Teresa Iannelli (archeologa); Antonio Demasi (sindaco di Nardodipace); Antonio Cavallaro (operatore culturale ed editoriale). L’iniziativa è stata organizzata e inserita nel più ampio programma delle manifestazioni avviate alcuni anni fa, sotto il titolo “Nardodipace: gli occhi sull’utopia”. Al di la degli aspetti “celebrativi” dell’evento, l’obiettivo dell’iniziativa è quello di costruire comunque una occasione di promozione dello sviluppo sociale ed economico del territorio. In tal senso – spiegano gli organizzatori – «la manifestazione si tiene significativamente nella vecchia Nardodipace, teatro del drammatico evento alluvionale – attualmente abitato da quattro/cinque persone – perché da qui si vuole lanciare l’idea, dell’istituzione di un “Museo dei paesi abbandonati della Calabria”, oltre che di uno sviluppo più complessivo delle aree interne». Nell’occasione sarà conferita la cittadinanza onoraria a Vito Teti.

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