giovedì,Settembre 29 2022

Mileto, il pianista belga Guido Jardon al Cantiere musicale internazionale

Il direttore dell’Imep è ritornato nella cittadina normanna dopo 8 anni, in virtù della stretta amicizia che lo lega al maestro Giordano, fondatore del Cmi

Mileto, il pianista belga Guido Jardon al Cantiere musicale internazionale

Diventa sempre più stretto il legame tra il Cantiere musicale internazionale di Mileto e l’Institut Royal de Musique et Pédagogie di Namur, in Belgio. A tal proposito nelle scorse ore nella cittadina normanna è giunto Guido Jardon, direttore della scuola di alta formazione belga. Aveva fatto visita al Cmi e al suo fondatore, il maestro di pianoforte Roberto Giordano, otto anni fa. Oggi il ritorno in Calabria, soprattutto per constatare e toccare con mano i passi da gigante fatti in questo frattempo dalla realtà con sede nello storico palazzo San Giuseppe. “Mileto – sottolinea a Il Vibonese – è prima di tutto una grande storia, una grande collaborazione, un centro storicamente importante (come lo dimostrano le tracce notevoli sul territorio), ma anche un progetto audace e innovativo per lo sviluppo della musica e della cultura, da parte di una personalità visionaria come Roberto Giordano, grande pianista e docente straordinario che ha reso possibile una collaborazione tra due istituzioni importanti: il Cmi e l’Imep. All’origine vi è un incontro felice. Riferimento, legame e vettore principale di questa collaborazione è, indubbiamente, il maestro Giordano”. (Continua in basso)

Il direttore dell’Imep è ritornato nella cittadina normanna dopo 8 anni, in virtù della stretta amicizia che lo lega al maestro Giordano, fondatore del Cmi
La visita al Museo statale

Il direttore dell’Istituto belga si sofferma, poi, sull’evoluzione del Cantiere, rispetto a otto anni fa. “Credo che oggi ci sia uno sviluppo che arriva prima di tutto dal riconoscimento internazionale che la scuola di alta formazione sta avendo in questi anni. Oggi – sottolinea – possiamo facilmente immaginare di mandare degli studenti universitari e allievi dell’Imep a studiare qui, con personalità di spicco nel panorama musicale mondiale. Ritengo che Mileto abbia raggiunto oggi una maturità esponenziale, in termini di sviluppo, attraverso una competenza, una visione e dei progetti che interessano soprattutto la pedagogia musicale”. A tal proposito il maestro Jardon, dopo aver svelato di sentirsi anch’egli un po’ miletese, esprime il desiderio di strutturare un nuovo progetto con la realtà “Nati per la Musica”, curata da Rita Emanuela Galvagno, di cui il Cmi è presidio unico in Calabria. E, questo, anche in virtù del fatto che l’Imep ha avviato da qualche anno l’iniziativa “Jeunes Oreilles”, intesa ad avvicinare le famiglie e i bambini più piccoli al mondo della musica. Positivo il suo parere anche sul fatto che la musica possa rappresentare un volano di sviluppo per il territorio, in questo caso miletese.

“Quando si scopre quale storia ha avuto una cittadina come Mileto, una storia così sbalorditiva, che ha intriso questo territorio, ci si rende conto come in questa regione, con radici culturali così profonde, la musica, fondamento della nostra civilizzazione, deve imperativamente svilupparsi. E’ importante per la storia, ma soprattutto per la società civile, la gente e i giovani. In tal senso – conclude – il Cmi diretto dal maestro Giordano gioca un ruolo fondamentale sul territorio, e le sue idee rappresentano una sfida condivisa che personalmente porto avanti anche in Belgio con tutte le mie forze”. Nel suo soggiorno a Mileto il maestro Jardon e la propria consorte hanno, tra l’altro, incontrato il vescovo della diocesi, monsignor Attilio Nostro, e visitato il Museo statale, diretto da Maurizio Cannata’.

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