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Ionadi, celebrati con l’Ancri i 162 anni dall’Unità d’Italia

Nella platea anche gli alunni della locale scuola media. A parlare loro il generale dell'Esercito in pensione Francesco Deodato

Ionadi, celebrati con l’Ancri i 162 anni dall’Unità d’Italia
L'incontro a Ionadi

A Ionadi questa mattina commemorato il 162° anniversario dell’Unità d’Italia, protagonisti l’amministrazione comunale e l‘Ancri – Associazione nazionale insigniti dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana – Sezione territoriale di Vibo Valentia. Nell’incontro tenutosi in una gremita sala consiliare erano presenti il consigliere regionale Michele Comito, l’assessore comunale di Vibo Michele Falduto, il sindaco di Stefanaconi Salvatore Solano. Non solo esponenti politici, c’erano anche il comandante della Stazione dei carabinieri di Filandari Lonoce, il funzionario tecnico Ferito in rappresentanza del comandante provinciale dei vigili del fuoco; il comandante della Polizia locale di Ionadi unitamente al vicesindaco ed al presidente del Consiglio comunale; il presidente del Comitato provinciale della Cri Caterina Muggeri unitamente a Tonino Malerba – istruttore Cri a livello regionale -, Giuseppe Scerbo – presidente dell’Associazione nazionale carabinieri in congedo – e Virgilio Rumbulà – presidente dei Vvf, in pensione, entrambi presenti con una nutrita rappresentanza di iscritti. Alla celebrazione, inoltre, hanno preso parte due classi terze della scuola media “Nicolas Green” di Jonadi, accompagnati dai docenti e dalla dirigente scolastica Luisa Vitale. [Continua in basso]

Inizialmente, a prendere la parola come padrone di casa e come primo cittadino è stato il sindaco Fabio Signoretta che, dopo i saluti, si è detto orgoglioso ed onorato per la scelta dell’Ancri di celebrare l’odierna ricorrenza nel suo Comune ponendo altresì l’accento sul ruolo dei Comuni nel garantire l’unità nazionale. A seguire ha preso la parola il presidente della Sezione provinciale di Ancri – anche nella sua veste di consigliere nazionale e referente per la Regione Calabria – Gaetano Paduano. Nel suo intervento, ha spiegato ai presenti ed ai giovani studenti cos’è e cosa rappresenta l’Ancri con particolare riferimento alla difesa dei “simboli” della Repubblica: la Bandiera, la Costituzione e l’Inno nazionale. «Lo scorso anno – ha spiegato – abbiamo celebrato la ricorrenza a Vibo Valentia nella sede della Provincia e abbiamo donato ai sindaci intervenuti una Bandiera e una copia del nostro Calendario. Quest’anno, invece, abbiamo pensato di essere più a contatto con il territorio scegliendo di ricordare quel 17 marzo 1861 nel Comune di Jonadi che ci ha ospitato e ha compartecipato alla riuscita dell’iniziativa con grandissimo e ammirevole impegno»

La manifestazione è entrata nel vivo quando ha iniziato a relazionare sull’unità d’Italia Francesco Deodato, generale dell’Esercito in pensione con un trascorso anche nell’Arma dei Carabinieri. Il generale Deodato, socio della Sezione Ancri di Vibo Valentia, scrittore e autore di numerose pubblicazioni che spaziano dalla politica, alla storia, all’esoterismo fino alla poesia, ha calamitato l’attenzione della platea coinvolgendola in un dotto ed apprezzato excursus sulla storia dell’Unità partendo dal primo martire del Risorgimento italiano, il monteleonese (o vibonese) Michele Morelli, passando per la spedizione dei Mille con fatti inediti su Giuseppe Garibaldi che nei giorni dal 27 al 30 agosto aveva soggiornato a Vibo, e le tre guerre per l’indipendenza arrivando all’armistizio del 4 novembre 1918, data in cui, secondo il generale, si sarebbe davvero compiuta «quell’Unità costata sangue e sacrifici e che oggi ci rende uno Stato libero con una sua Bandiera, una sua Costituzione, un suo Inno nazionale… valori, questi, che gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana difendono e difenderanno sempre». Particolare attenzione il pubblico l’ha dimostrata quando il generale Deodato ha parlato della partecipazione della Calabria alla prima guerra mondiale con le sue due Brigate, la Brescia e la Catanzaro citando fatti e numeri che caratterizzarono questa presenza. «La Calabria nella prima guerra mondiale ebbe 23.774 caduti e di questi circa 2.000 erano vibonesi», ha proseguito il relatore. Poi, ha voluto rendere omaggio alle 15 vittime di Jonadi, leggendo i loro nomi tra gli applausi della platea. In conclusione il generale si è rivolto direttamente ai giovani augurando loro di potersi un giorno fregiare del titolo di “Insigniti dell’ordine al Marito della Repubblica Italiana”, incitandoli a «coltivare le virtù» ad «essere esempio positivo facendo e dando agli altri quello che si vorrebbe gli altri facessero e dessero a noi», di essere coraggiosi «scacciando dal proprio mondo comportamenti disdicevoli e disonesti, aborrendo ogni forma di bullismo nei confronti di chiunque perché la libertà e la dignità sono beni inalienabili della persona umana di qualunque sesso, razza e ceto sociale senza distinzione alcuna». A ricordo della giornata l’Ancri, il generale Deodato ed il Comune hanno voluto omaggiare gli studenti di un volume sulla Prima Guerra mondiale scritto dallo stesso generale alcuni anni fa in modo semplice per i ragazzi delle scuole medie del Vibonese.

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