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Zungri, realizzata una croce con i resti del barcone naufragato a Cutro

L’idea della cantante e artista Pietropaolo: «In occasione del Venerdì Santo sarà portata in processione». Intanto il paese si rende disponibile ad accogliere salme di migranti morti nel tragico incidente

Zungri, realizzata una croce con i resti del barcone naufragato a Cutro

È il simbolo della sofferenza ma al contempo della salvezza. Invita alla riflessione, alla preghiera. A Zungri è stata realizzata una croce con legni provenienti dal barcone naufragato al largo della costa calabrese, a Steccato di Cutro, lo scorso 26 febbraio. Una tragedia che ha scosso profondamente la regione per l’alto numero di vittime, tra cui decine e decine di bambini, anche in tenera età. In vista del Venerdì Santo, la croce verrà portata in processione come omaggio ai migranti morti in mare a pochi metri dalla salvezza. Ma anche come monito affinchè drammi simili non si verifichino più. L’idea è partita da una residente del centro del Vibonese, Margherita Pietropaolo, cantante lirica nonché poetessa: «Nei giorni successivi alla tragedia – ci racconta – mi sono recata sulla spiaggia di Steccato per un momento di preghiera. Questo desiderio è nato anche dalla necessità di poter trovare le parole giuste per gridare nei miei scritti tutta la rabbia e l’indignazione per quanto accaduto: ormai troppo spesso alla miseria si unisce l’inganno. Infatti in una poesia ho scritto: “Non un salvagente ci fu dato con il biglietto d’imbarco ma una croce da appendere al collo, senza istruzione d’uso tanto i chiodi li avremmo trovati direttamente allo sbarco”». [Continua in basso]

La croce con i resti del barcone

L’esperienza sul litorale del Crotonese è stata dolorosa: «Non è stato facile arrivare fino a riva. Sembrava uno scenario surreale, apocalittico: il relitto del barcone, scarpe spaiate, vestiti, giubbotti e gli zainetti che mi hanno lacerato l’anima. Il caso ha voluto che sulla spiaggia ci fosse il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, il quale dopo un momento di profonda e sincera commozione, mi ha fatto dono di un asse appartenente al barcone.  Per preservare il ricordo di questa tragedia ho pensato di realizzare una croce. Dopo la processione del Venerdì Santo – aggiunge Pietropaolo- rimarrà ad imperitura memoria presso il Santuario di Maria Santissima della Neve. Una croce che vuole unirsi alle decine piantate sulla spiaggia di Cutro, in attesa di resurrezione». L’opera è stata arricchita con una rete di pescatori e con una corona di spine.

La disponibilità di Zungri all’accoglienza delle salme

La strage dei migranti ha mobilitato anche il Comune. Il sindaco Franco Galati, infatti, ha dato massima disponibilità ad accogliere due salme dei tanti caduti a Steccato di Cutro. Un gesto di fratellanza, di vicinanza al dolore delle famiglie che hanno perso i loro cari. Al momento, da quanto emerge, i feretri hanno trovato diversa allocazione. In parte infatti sono stati consegnati parenti, in parte rimpatriati nella terra d’origine.

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