Anche a Tropea una panchina rossa per dire “No” alla violenza sulle donne

L’iniziativa, coordinata dall’associazione Sos Korai onlus, ha visto la partecipazione di numerosi studenti e cittadini in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna
L’iniziativa, coordinata dall’associazione Sos Korai onlus, ha visto la partecipazione di numerosi studenti e cittadini in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna
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Da ieri, lunedì 25 novembre, in largo Duomo a Tropea, alle spalle della cattedrale, spicca, nel suo brillante rosso, una panchina, tra le tante distribuite lungo la suggestiva piazza che guarda il porto e le chiese di San Francesco e della Michelizia.  Chi si avvicina a guardarla scopre che è stata realizzata, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna, dal Comune in collaborazione con l’Istituto superiore e l’associazione Sos Korai onlus. Sulle sue doghe campeggiano i versi della grande poetessa Emily Dickinson: “Il silenzio è tutto ciò che temiamo. C’è riscatto in una voce”. L’inaugurazione ha visto il piazzale gremito di studenti e di cittadini. «Effettivamente – spiegano i promotori – ne è valsa la pena perché l’emozione è stata tanta e viverla intensamente ha suscitato una sensazione di profondo benessere. Splendido lo spettacolo delle ragazze e dei ragazzi che, disposti a semicerchio davanti al magico punto rosso, ammirati frontalmente dagli adulti, altrettanto emozionati e gioiosi di soddisfazione, hanno, lentamente, svelato la panchina raccogliendo il lungo velo drappeggiato a coprirla. Fino all’ultimo si era temuto di non poter concludere così l’intenso momento preparatorio svoltosi al Santa Chiara, ma, quasi per magia, il cielo nero si è improvvisamente alleggerito dai nuvoloni che preannunciavano la pioggia».

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Nel salone dell’antico monastero erano in tanti a preparare emotivamente l’evento “Panchina rossa”. Col sottofondo delle rappresentazioni musicali e teatrali degli studenti sono andati in scena tutti i promotori dell’iniziativa. «Un palcoscenico decisamente inconsueto, rappresentato da un grande cerchio punteggiato, lungo la circonferenza, da centinai di pezzetti di cuore caduti a causa della violenza subita, frammenti di donne ferite dai maltrattamenti, dalle umiliazioni e dalle sofferenze fisiche e psicologiche inferte da uomini malati di assurdo, esasperato maschilismo. A entrare per prima nel cerchio rosso dell’impegno Beatrice Lento, presidente di Sos Korai Onlus, che ha svolto il compito di conduttrice. Nel suo primo intervento ha spiegato il senso dell’iniziativa evidenziando che la panchina non è un elemento dell’arredo urbano né tantomeno un’istallazione artistica, si tratta, piuttosto, di un progetto di sensibilizzazione e informazione di dimensione nazionale, promosso dagli Stati generali delle donne, che ora include anche Tropea in un circuito di sensibilità rinnovata».

Subito dopo il sindaco Giovanni Macrì, ad entrare nel cerchio rosso, sono state Maria Domenica Ruffa, in rappresentanza del dirigente scolastico Nicolantonio Cutuli e la socia di Sos Korai Luigia Barone, che ha donato una toccante testimonianza, frutto della sua professionalità di giudice onorario del Tribunale dei minori di Catanzaro. Il backstage della realizzazione della “Panchina rossa” ha segnato la fine della prima fase al Santa Chiara e il lungo corteo si è portato in largo Duomo concludendo la celebrazione della speciale giornata in un clima di profonda condivisione comunitaria. Ha colpito, particolarmente, il religioso e assoluto silenzio che ha scandito le fasi più forti della celebrazione. «Femminicidio – ha dichiarato la Lento, coordinatrice del progetto – è un neologismo, bruttino, dietro cui si nascondono realtà e motivazioni complicate. Essenzialmente c’è la difficoltà di alcuni uomini di accettare l’emancipazione femminile e la resistenza di una forte tradizione maschilista che induce a confondere l’amore col possesso, l’ uomo si sente il padrone della donna ridotta ad oggetto da usare ed abusare a proprio piacimento».