La battaglia delle “ragazze in rosa” contro il tumore al seno – Video

La storia di Stefania, Carmen e le altre che raccontano il loro dramma e la forza di rialzarsi e si danno appuntamento per una cena benefica
La storia di Stefania, Carmen e le altre che raccontano il loro dramma e la forza di rialzarsi e si danno appuntamento per una cena benefica
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Era il 14 settembre del 2018. Un controllo di routine. Uno dei tanti. Ma quel giorno il responso le avrebbe cambiato per sempre la vita. “Tumore al seno” la diagnosi, devastante, terribile. La corsa a Roma. L’intervento e l’inizio della chemioterapia. «È stato il momento più brutto – ammette Stefania che ci accoglie nella sua casa di Vibo -. È stato  il momento in cui  ho realizzato ciò che mi stava capitando. Mi sono sentita veramente sola». Ma sola Stefania, giovane commessa, non è mai stata. Suo marito, i suoi genitori e i suoceri le hanno dato la forza di vivere e combattere. Quella cicatrice sul petto la guarda oggi come il segno di ciò che è stato. Riconosce di essere stata fortunata. Può raccontare la sua esperienza. Può raccontare di avere avuto paura di morire, ma che non ha mai smesso di lottare. Porta sul polso un braccialetto rosa, il simbolo di chi lotta contro il male del secolo. Un percorso, quello di Stefania, che accomuna tantissime donne che combattono contro il cancro al seno. Oggi, più forte che mai, decide di dedicare la sua vita a chi come lei si trova a dover affrontare un percorso difficile. Che debilita il corpo e l’anima. Un percorso che sta affrontando anche Carmen, 25 anni, di Paravati. Scopre la neoplasia al seno un mese prima del matrimonio. Decide di sposarsi ugualmente anche se aveva iniziato la chemioterapia e non aveva più capelli. «Quel giorno ho indossato una parrucca che mi ha regalato mia mamma – racconta in lacrime -. Sembrerà strano, ma tutto il dolore fisico per un male che da dentro ti consuma e ti sfinisce, non è stato nulla di fronte alla perdita dei capelli». Quei capelli ricci e folti. Che ciocca dopo ciocca, già al quindicesimo giorno di chemioterapia, non c’erano più. «Indossavo cappellini colorati. Non volevo che la gente si accorgesse della mia malattia. Non volevo suscitare pena». La ricerca ha fatto passi da gigante, ma ancora tanto c’è da fare per debellare tutte le forme di tumore. Ecco perché stasera le ragazze di “Vibo in rosa” si ritroveranno al Popilia Country di Maierato per una serata di beneficenza e di sensibilizzazione. Il ricavato della cena sarà interamente devoluto al reparto Oncologico di Tropea per l’acquisto di un monitor che andrà ad implementare in modo significativo la dotazione strumentale del reparto.

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