mercoledì,Maggio 12 2021

I “sapori della legalità”, la cena di Libera Vibo per le vittime di mafia

Si ripete, in collaborazione con l’istituto Alberghiero e Slow Food, l’iniziativa solidale

I “sapori della legalità”, la cena di Libera Vibo per le vittime di mafia
I familiari delle vittime innocenti di 'ndrangheta

Si è tenuta nei giorni scorsi la cena “I sapori della Legalità” nei locali dell’Istituto Alberghiero di Vibo Valentia. «Dopo la riuscita dello scorso anno – si legge in una nota di Libera Vibo Valentia – si è voluto replicare, grazie alla collaborazione ed all’importante contributo della Condotta Slow Food di Vibo Valentia, nella persona del suo presidente Fausto Marino, questo momento di condivisione e di incontro tra i familiari delle vittime innocenti delle mafie del territorio vibonesi e le Istituzioni, dove i ragazzi dell’Istituto, guidati dal brillante chef Pino Cardamone e dal validissimo staff degli insegnanti rappresentanti dal professor Fausto Raniti, hanno cucinato i prodotti tipici del nostro territorio. Un momento forte – si fa sapere -, in cui si è voluto  provare a mostrare la vicinanza di una fitta rete che non dimentica i figli di questa terra portati via brutalmente per mano della ‘ndrangheta e che non lascia sole le loro famiglie nella ricerca di verità e di giustizia e nella condivisione di un dolore così grande che purtroppo, non troverà mai fine ma che può e deve diventare seme di una speranza nuova che profumi di futuro e libertà. Un momento, quello delle festività, in cui il dolore si acuisce e le assenze squarciano i silenzi, un momento in cui c’è più bisogno di voltarsi e trovare volti amici».

La serata si è aperta con una toccante pièce teatrale a cura dei ragazzi del laboratorio di teatro che nasce dalla stretta sinergia tra Libera Vibo Valentia e l’Associazione Dracma. E’ stato messo in scena il famoso passo di Leonida Repaci “Quando fu il giorno della Calabria”, sotto l’egida della direzione artistica di Andrea Naso con la collaborazione di Rita Barbuto. «Gli occhi pieni di gratitudine e di affetto dei coniugi Piperno, genitori di Stefano, giovane di Nicotera ucciso nel giugno del 2018; il sorriso di Elsa, mamma di FrancescoVangeli, scomparso l’ottobre di un anno fa, accompagnata dagli altri tre figli. Le pacche sulla spalla di VincenzoChindamo, fratello di Maria, imprenditrice di Laureana di Borrello scomparsa a Limbadi, insieme alla sua bellissima famiglia. Gli occhi pieni di futuro di Letizia, la figlia più piccola di Maria Chindamo. Le strette di mano piene di vigore dei coniugiVinci, genitori di Matteo, giovane di Limbadi fatto saltare in aria da un’autobomba. I “grazie di tutto” di Marzia e Guido, genitori di FrancescoPrestiaLamberti, sedicenne ucciso da un suo coetaneo due anni fa ed infine, gli occhi vispi del loro nipotino, il più piccolo della famiglia di Libera. Sì, famiglia – si rimarca -. Una grande famiglia, che si ritrova intorno ad una tavola imbandita. Perché  la tavola è sacra, è inviolabile, e ancora di più al Sud, per il retaggio culturale che ci accompagna, è simbolo di casa e di amore. Una famiglia che non ha confini e barriere, una famiglia che ci spoglia dei ruoli che si ricoprono per essere solo uomini e donne che si riconoscono in una battaglia comune, quella della memoria e della giustizia».

Un «grazie immenso», da parte di Libera, alle autorità presenti. Il prefetto di Vibo Valentia, FrancescoZito; il sindaco, MariaLimardo; il questore, AnninoGargano; il vice comandante provinciale dei Carabinieri, LucaRomano; il comandante provinciale della Guardia di Finanza, RobertoProsperi; il comandante in seconda della Capitaneria di Porto, SerafinoFabio; il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, GiampieroRizzo; il presidente della Provincia di Vibo Valentia, SalvatoreSolano. Un “grazie” anche «ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto Alberghiero che con passione hanno reso tutta la serata impeccabile e hanno tramutato nel loro linguaggio,  secondo le specificità della loro scuola, il nostro messaggio di unione e condivisione.  Un ringraziamento agli amici dello Slow Food sempre disponibili e partecipi. Ed infine, un grazie che non sarà mai abbastanza, ai familiari delle vittimeinnocentidellandrangheta per il loro quotidiano esempio di lotta, di resilienza e la loro fiducia in un futuro a portata dei sogni di chi, oggi, deve continuare a vivere e combattere per chi non può più farlo».

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