Festività natalizie, il messaggio del vescovo Luigi Renzo – Video

Indirizzato ai fedeli, è quest’anno tutto imperniato sulla figura di don Francesco Mottola sacerdote di Tropea in attesa di beatificazione
Indirizzato ai fedeli, è quest’anno tutto imperniato sulla figura di don Francesco Mottola sacerdote di Tropea in attesa di beatificazione
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Il vescovo Luigi Renzo
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La basilica cattedrale di Mileto

È un messaggio tutto imperniato sulla figura di don Francesco Mottola, quello indirizzato ai fedeli dal vescovo Luigi Renzo in occasione delle festività natalizie. Il sacerdote di Tropea, prossimo ad essere dichiarato ufficialmente beato dalla Chiesa, nella missiva è utilizzato dal presule della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea come riferimento costante per spiegare a sacerdoti, consacrati e laici, il vero significato del Natale. “L’egoismo – si legge citando papa Francesco – può indurre a considerare la venuta di Gesù nella propria vita come una minaccia. Allora si cerca di sopprimere o di far tacere il messaggio di Gesù. Quando si seguono le ambizioni umane, le prospettive più comode, le inclinazioni del male, Gesù viene avvertito come un ostacolo. Pur sapendo che Gesù è il Salvatore, si preferisce vivere come se non lo fosse: invece di comportarsi in coerenza con la fede cristiana, si seguono i principi del mondo, che inducono a soddisfare le inclinazioni alla prepotenza, alla sete di potere, alle ricchezze”.

Monsignor Renzo spiega, poi, che per uscire “da questo pantano delle cose è necessario seguire anche noi la stella che ha accompagnato i Magi dall’Oriente verso Betlemme liberando il nostro cuore dal superfluo, dal troppo, dal di più del necessario che ci serve e che spesso ci rendono barbari ed inavvicinabili. Ci convinciamo – aggiunge – che basti il meccanismo dell’avere, del profitto, del benessere per far progredire il mondo, mentre Gesù che nasce tra noi viene a ricordarci che la nostra vita e la nostra fede si deve giocare nella ricostruzione fatta insieme di un mondo più giusto, meno egoista, impregnato di fraternità più che di indifferenza, di litigi, di lotte e di violenze fratricide, che deturpano l’immagine bella dell’uomo e della donna”. Nella lettera, prendendo in questo caso spunto dall’insegnamento di don Mottola, viene anche messo in evidenza il contrasto tra “il nostro vivere e sentire il Natale” e quello di un Cristo “che quasi abbandonò per noi il Padre dei cieli e che nel silenzio pieno” preferì nascere in terrà “nella vera povertà e in una stalla umida e nera. Il Natale – sottolinea al riguardo monsignor Renzo – non è solo il Natale storico, quello che babbo Natale annuncia ai bambini avidi di dolciumi e di giochi, ma è Natale eterno, l’incontro che resta nell’anima e che spinge ad attendere il Signore instancabilmente”.

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Il venerabile don Francesco Mottola
don Francesco Mottola

Quindi, l’invito a fare le dovute considerazioni partendo dai singoli soggetti sistemati nella grotta: “Possiamo ritrovarci nell’asino bigio per scoprire in noi l’importanza della pazienza nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri a partire dalla famiglia; nel bue laborioso per riflettere sul lavoro che professiamo e per considerare benevolmente chi questo lavoro non può trovarlo perché non ce n’è; immedesimarci nel Bambino per accoglierne il messaggio di salvezza rivolto a noi; specchiarci in Maria e Giuseppe per ripensare magari il nostro compito educativo di adulti e di genitori tra di noi e verso i figli; nei Magi per rispolverare il coraggio della nostra fede seguendo la stella polare del Vangelo di Gesù”.

Il vescovo monsignor Luigi Renzo

Il vescovo, a seguire, cita le tre leggi che don Mottola suggerisce “per il nostro cammino di fede a partire dalla contemplazione del Bambino, Messia Salvatore”. Nello specifico: “Vivere nel tempo, cioè nella storia, con l’anima nei cieli sempre. Siamo i certosini della strada; Far tutto, ma soprattutto la volontà di Dio; credere alla nostra santificazione per la Grazia santificante che ci è donata gratuitamente da Cristo Signore. È così che trionferemo nel tempo, nella perenne giovinezza della preghiera contemplativa. Nel limite dello spazio e delle forze, con la uniformità alla volontà onnipotente di Dio. Alla nostra continua peccaminosità, con l’abbandono nel Cuore misericordioso di Cristo Signore”. Il messaggio di fine anno di monsignor Renzo si conclude con l’augurio che la testimonianza eroica di don Mottola faccia da stella illuminante “per incamminarci anche noi nella ricerca della verità e del senso pieno della nostra vita da specchiare in quel Bambino, protagonista unico delle feste del Natale”.