I ragazzi del “Capialbi” e la legalità narrata con il linguaggio del teatro – Video

Dallo spettacolo su Falcone e Borsellino all’autocritica degli studenti: «Con i social ci siamo rovinati, non conosciamo più la nostra storia»
Dallo spettacolo su Falcone e Borsellino all’autocritica degli studenti: «Con i social ci siamo rovinati, non conosciamo più la nostra storia»
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Parlare di legalità in terra di mafia è cosa sacrosanta, ma a volte può essere anche cosa noiosa. Lo sanno bene i ragazzi, che al tema non vogliono rinunciare, e che per saltare la barbosità di lunghi convegni cui spesso sono costretti ad assistere, hanno deciso di fare da sé. Nella settimana dello studente, gli allievi del liceo Capialbi di Vibo Valentia hanno inserito anche un appuntamento particolare: un dibattito con la compagnia “Intervallo teatro” che porterà in scena, a febbraio, lo spettacolo “Stato liquido – Falcone e Borsellino”. Il giudice che perse la vita nell’attentato di via D’Amelio è interpretato dall’attore romano Alessandro Di Giulio. «È uno spettacolo splendido, sia perché racconta la loro storia, dalla nascita del pool antimafia – spiega Di Giulio – ma anche uno spaccato della loro vita privata: il rapporto di Borsellino con la figlia, quello di Falcone con la moglie. Per me interpretare Borsellino è stato qualcosa di unico, non mi sentivo e non mi sento all’altezza ma è stata un’esperienza straordinaria. Bisogna studiare il personaggio, che in questo caso va oltre ciò che c’è scritto sul copione. Soprattutto se il personaggio è realmente esistito, soprattutto se è una persona come Paolo Borsellino».

Il messaggio che vuole partire dai giovani è chiaro, come spiegato dal rappresentante degli studenti del “Capialbi” Francesco Nocera: «Cercare di far capire a tutti noi che siamo in un territorio difficile, ma se ogni persona fa tanti piccoli gesti, riusciremo a cambiare in meglio la società». E non manca neanche un po’ di sana autocritica. «Con l’epoca dei social, noi nativi digitali ci siamo “rovinati”, perché non andiamo più a cercare cose del passato ma pensiamo a quello che c’è ora e ci circonda, la moda o robe del genere. Dovremmo andare a scoprire un po’ la nostra storia».

La settimana dello studente, una settimana interamente organizzata dai ragazzi con confronti, laboratori, concerti, giunta alla quinta edizione, è stata fortemente appoggiata dalla scuola, come affermato dal dirigente scolastico Antonello Scalamandrè. «Questo della legalità – rimarca il preside – è un tema con cui i ragazzi hanno voluto anche dare importanza a tutti i fatti successi in questo periodo, con l’indagine del procuratore Gratteri. Che i giovani chiedano di parlare di legalità e di riproporre Falcone e Borsellino, facendo capire cosa c’è nella nostra terra, dimostra che sono maturi e proseguono in un percorso che li ha portati a condividere insieme a docenti ed educatori questo concetto».

Organizzare la settimana dello studente è stato per loro un modo per “assaggiare” le responsabilità degli adulti e capire cosa significa caricarsi sulle spalle un lavoro così importante. «È stato un lavoro di gruppo – commenta Arianna Carchedi, studentessa – sul piano dell’organizzazione. E poi sono nate nuove amicizie tra di noi, anche grazie al progetto. Quindi devo dire che è stata una cosa ben riuscita, che sta avendo buoni riscontri».

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