Ex palazzo vescovile, il sindaco di Mileto ordina la messa in sicurezza

I proprietari dell’edificio storico, già sottoposto a vincolo dal Mibact, hanno 90 giorni di tempo per effettuare i lavori. In caso contrario interverrà il Comune
I proprietari dell’edificio storico, già sottoposto a vincolo dal Mibact, hanno 90 giorni di tempo per effettuare i lavori. In caso contrario interverrà il Comune
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L'ex Palazzo vescovile di Mileto
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Qualcosa si muove, riguardo all’ex palazzo vescovile di Mileto ubicato in via Duomo. La struttura continua a persistere ancora oggi in stato di totale abbandono, nonostante mesi fa la Soprintendenza di settore del Mibact lo abbia dichiarato di interesse architettonico e sottoposto a vincolo.

Una situazione di degrado ampiamente documentata da Il Vibonese, anche nelle scorse settimane. Ultimamente, però, il sindaco Salvatore Fortunato Giordano ha emesso un’apposita ordinanza con cui il Comune ordina ai proprietari dell’immobile di provvedere, tra l’altro, “all’immediata messa in sicurezza del fabbricato con misure di carattere previsionale a tutela della pubblica e privata incolumità, impedendone contemporaneamente l’accesso a chiunque fino all’esecuzione dei lavori”, che, nello specifico, attengono alla messa in sicurezza definitiva dell’intero edificio, “mediante la realizzazione delle opere necessarie ai fini della salvaguardia della pubblica e privata incolumità ed, a lavori eseguiti, all’emissione e trasmissione agli organi comunali competenti del collaudo statico del manufatto, certificato da un tecnico all’uopo abilitato”.

Nella stessa ordinanza – che, tra l’altro, fa il paio con quelle delle stesso tenore emesse dal Comune nel 2009, 2013 e 2017 dopo i ripetuti interventi e relazioni dei vigili del fuoco – il sindaco Giordano detta anche i tempi in cui i proprietari dovranno ottemperare a tale provvedimento.

Nello specifico, entro i dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza per quanto riguarda “i lavori di chiusura della strada di collegamento tra piazza Naccari e via Duomo – per intero – mediante transennatura da ampliare fino alla parte perimetrale dell’edificio dell’ex Ufficio delle entrate”, entro i 90 giorni per quanto attiene ai lavori di messa in sicurezza definitiva dell’intero edificio, che, ad ogni modo, “dovranno essere regolarmente autorizzati, in ossequio alle disposizioni normative e regolamentati in materia.

Trascorso il termine di dieci giorni senza che gli interessati abbiano ottemperato a quanto sopra previsto – si legge ancora nell’ordinanza – si provvederà d’ufficio a spese dei contribuenti”. L’ex Palazzo vescovile risulta essere uno dei primi esempi di sistema costruttivo “baraccato” utilizzato dai Borboni all’indomani del terremoto del 1783. Tocca, adesso, al Comune far sì che non vada definitivamente perduto. 

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