Natuzza, scontro diocesi-Fondazione: attesa per il responso del Vaticano

Il vescovo aveva revocato il decreto di religione e culto, l’ente morale si era appellato alla Congregazione per il clero. Sullo sfondo il processo di beatificazione della mistica di Paravati
Il vescovo aveva revocato il decreto di religione e culto, l’ente morale si era appellato alla Congregazione per il clero. Sullo sfondo il processo di beatificazione della mistica di Paravati
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Con l’arrivo del nuovo anno, cresce l’attesa dei tanti figli spirituali della Serva di Dio Natuzza Evolo sparsi per il mondo, per il pronunciamento sul ricorso inoltrato mesi fa dalla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, avverso la revoca del decreto di religione e di culto attuata nei suoi confronti dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo, in conseguenza della mancata approvazione delle riforme statutarie da lui richieste. I cambiamenti attengono alla cura e gestione esclusiva della chiesa della Villa della Gioia da parte della diocesi, alla messa in premessa del testamento spirituale della mistica – oggi posto all’interno dello statuto – e all’aumento da 9 a 11 dei componenti del direttivo. La vicenda si prolunga, ormai, da oltre 3 anni, e per certi versi è divenuta stucchevole e, a tratti, inspiegabile, soprattutto se si prende ad esempio quanto espresso in vita della mistica con la stigmate calabrese, morta nel giorno di Ognissanti del 2009.

Dopo il sostanziale scioglimento della Fondazione decretato dal presule, l’Ente morale ha investito della questione la Congregazione del Clero, organismo vaticano deputato ad esprimersi sul ricorso. In tanti pensavano che la decisione sarebbe stata assunta nel breve periodo. Questo, però, per molteplici ragioni non è avvenuto. I tempi, tuttavia, sembrano oggi essere maturi, tanto che la sensazione è che già nelle prossime settimane – presumibilmente entro i primi di febbraio – qualcosa in tal senso si registrerà.  È chiaro che la posta in gioco è alta e che dal pronunciamento della Congregazione guidata dal cardinale Beniamino Stella dipende la sopravvivenza stessa della Fondazione voluta da Mamma Natuzza per la realizzazione della Villa della Gioia. È altrettanto vero, però, che la stragrande maggioranza di coloro che si rifanno al carisma dell’umile donna di Paravati – lontana e poco avvezza a tifi da stadio, beghe personali e giochi di palazzo – oggi chiede solo che questa telenovela giunga finalmente a conclusione e che la “parola” venga unicamente data al carisma, al messaggio cristiano e alla figura della mistica.

Come? Non ostacolando il processo di beatificazione che, inevitabilmente, sta in questo periodo registrando un momento di stanca, tanto che dal momento del suo insediamento – avvenuto il 6 aprile dello scorso anno – il Tribunale diocesano chiamato ad interessarsi della questione non si è più riunito, e aprendo la strada alla consacrazione della Grande chiesa, da tempo ultimata proprio grazie alle offerte dei fedeli. Al di là dall’entrare nel merito dei torti e delle ragioni degli uni e degli altri, lo si deve alla stessa Mamma Natuzza, pena il tradire la sua memoria e quanto di buono continua ad elargire a piene mani, nonostante gli ostacoli frapposti dagli uomini… ancora oggi dal cielo.

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