Gli chef del cuore, a Pizzo l’integrazione passa dall’alta cucina

Aipd, Me Restaurant e Gruppo Pubbliemme insieme per coniugare convivialità e abilità. Un workshop gastronomico per riunire a tavola ragazzi speciali, famiglie ed istituzioni
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A meno di due mesi dall’episodio di discriminazione verificatosi a Filadelfia a discapito di ragazzi con sindrome di down, l’Associazione Italiana Persone Down di Vibo Valentia, si mobilita insieme allo chef Giuseppe Romano (Ambasciatori del Gusto) ed al Gruppo Pubbliemme – network LaC per una cena evento, “Gli chef del Cuore”, preceduta da un laboratorio “culinario” dedicato proprio ai ragazzi dell’Aidp.

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Workshop al Me Restaurant

Teatro dell’iniziativa, il Me Restaurant, noto locale di Pizzo Calabro, che il 31 gennaio alle 18 aprirà le porte ad una decina di ragazzi con trisomia 21 residenti nel vibonese, coinvolgendoli direttamente in un workshop sprint di cucina. Un pomeriggio di sperimentazione ed allegria, durante il quale i giovani, armati di cappelli da cuoco e di grembiuli con tanto di scritta “A tavola i veri limiti esistono in chi guarda” – manifesto programmatico della serata – saranno impegnati a preparare una serie di piatti, i cui ingredienti principali saranno il gioco e l’inclusività.

Alla prima parte dell’evento che avrà dunque l’obiettivo di valorizzare e recuperare la componente ludica dell’arte culinaria, seguirà poi una cena all’insegna della condivisione. Protagonisti, gli stessi “allievi”, che dismessi gli abiti da lavoro siederanno a tavola in compagnia dei genitori e di ospiti istituzionali. La serata si concluderà con la consegna di attestati a ricordo dell’evento, che gode del patrocinio delle associazioni Euro Toques – Unione Europea Cuochi, e IMAHR – International Maitre Association Hotel Restaurant (i cui referenti saranno presenti alla serata, aiutando nel servizio).

Il progetto

Il progetto si inserisce nel solco di analoghe iniziative realizzate in altre regioni d’Italia, quali Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia, e punta a diffondere nuovi modelli virtuosi di coesione sociale, di inclusione delle persone caratterizzate dalla sindrome di down. Punto di forza, come in questo caso, percorsi formativi individuali e laboratori specifici: come nel caso dell’evento del 31, che mette a disposizione dei ragazzi speciali l’abilità di uno chef di riferimento come Giuseppe Romano, facendo della buona cucina e dell’integrazione un binomio vincente.

Combattere le resistenze culturali

Il progetto si prefigge di combattere le ultime resistenze in essere nel contesto territoriale. Per questo, è stato fatto proprio dal Gruppo Pubbliemme, che con il suo network LaC si occuperà di supportare l’evento e raccontarlo in ogni particolare, dedicandogli spazio sia nella cronaca giornalistica che nelle immagini di Saverio Caracciolo, videoreporter pluripremiato, che proprio ai giovani chef dedicherà un suo approfondimento.