Coronavirus, Tropea omaggia la Madonna di Romania a porte chiuse

Videomessaggio del vescovo Luigi Renzo che ha esortato i fedeli a «non perdere il coraggio e la speranza in un momento particolarmente difficile per la comunità»
Videomessaggio del vescovo Luigi Renzo che ha esortato i fedeli a «non perdere il coraggio e la speranza in un momento particolarmente difficile per la comunità»
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Il quadro della Madonna di Romania
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Questa mattina nella concattedrale di Tropea si è ripetuto l’annuale atto d’affidamento della diocesi alla Madonna di Romania. La celebrazione, presieduta dal decano del Capitolo don Ignazio Toraldo di Francia, si è svolta a porte chiuse, in ottemperanza alle disposizioni emesse per contrastare il propagarsi del coronavirus. Tra i pochi presenti, il sindaco Giovanni Macrì, il quale in segno di devozione ha acceso un cero votivo alla Vergine patrona di Tropea. [Continua]

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Il vescovo Luigi Renzo, pur non avendo potuto assicurare la sua presenza fisica, non ha, tuttavia, voluto far mancare il suo apporto di pastore. E, così, tramite un videomessaggio Whatsapp ha invitato i fedeli «a non perdere il coraggio e la speranza che ci vengono dalla fede del Signore», in un momento particolarmente difficile per la nostra comunità «a causa del contagio del coronavirus. La memoria che oggi facciamo del terremoto del 27 marzo 1638 – ha sottolineato il presule della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea – avrebbe dovuto avere altre modalità. Ma vuol dire che questa è la volontà di Dio, magari per richiamarci tutti ad un maggiore senso di umanità, nel segno ritrovato di una più sentita socialità e solidarietà tra di noi. Quel 27 marzo la Madonna, che affettuosamente chiamiamo di Romania, malgrado il crollo distruttivo della città di Tropea e dintorni seguito al terremoto, ha tutelato la vita e la salute di tutto il popolo colpito. Oggi la Madonna viene a difenderci da quest’altro disastro del coronavirus, ancora più subdolo e pericoloso, da cui non sappiamo nemmeno come guardarci».

Nel suo intervento monsignor Renzo ha, poi, sottolineato quanto, oggi più che mai, «sia necessario affidarci e seguire le indicazioni sanitarie e le restrizioni del Governo. Ma, oltre a queste, come credenti, in questo giorno così significativo per la città – ha aggiunto – con questo atto solenne voglio affidare alla protezione materna della Madonna di Romania la città, la diocesi intera e tutti coloro che in questa situazione così delicata si stanno prodigando per il bene della comunità, primi fra tutti i medici e gli operatori degli ospedali, i sacerdoti, le associazioni di volontariato impegnate ognuna per la sua parte».

Il vescovo, nell’occasione, non ha dimenticato chi in questi momenti tragici «ha perso la vita, agli ammalati con i parenti che li accudiscono e a tutti coloro che in qualsiasi modo sono stati toccati dal contagio». Ad essi, in particolare, ha rivolto «un pensiero speciale. Con grande fede, allora, tenendo Lei negli occhi e nel cuore – ha concluso, racchiudendo i pensieri della preghiera di affidamento alla Madonna di Romania da lui composta per l’occasione – mettiamoci nelle sue mani ed umilmente chiediamole di tenerci sotto il manto della sua tenerezza e della sua protezione».

Alla preghiera di monsignor Renzo si è unita quella scritta e letta al temine della funzione – davanti alle effigie della Vergine Bruna – da un visibilmente commosso sindaco Macrì. Una supplica accorata, attraverso cui il primo cittadino, tra l’altro, a nome di tutti tropeani si è rivolto con grande fede alla “Nighirea nostra”, volgendole «il cuore affannato da quest’ora inattesa che ci sconcerta col timore del male che insidia», e scongiurandola di intercedere presso il “Divin Figlio” affinché, in quest’ora triste per tutta l’umanità, «l’incubo che ci affanna si dissolva».