sabato,Maggio 8 2021

Stop del vescovo al Rosario organizzato dalla Fondazione di Natuzza

Niente diretta streaming dalla chiesa “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” non ancora consacrata ed a cui è vietata ogni attività di religione e culto

Stop del vescovo al Rosario organizzato dalla Fondazione di Natuzza
Il vescovo Renzo e Natuzza Evolo

È ormai guerra totale senza esclusione di colpi, quella in atto tra il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo, e i vertici della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati. Con lotta tra fazioni e attacchi frontali che ricordano tanto il clima da stadio. E, questo, mentre ancora si attende che la Congregazione per il Clero si pronunci sul ricorso presentato dall’Ente morale, al fine di annullare la revoca del decreto di religione e di culto attuata dal presule in seguito alla mancate riforme statutarie da lui richieste. L’ultima puntata di una telenovela ormai stucchevole si è registrata nelle scorse ore.

Come figli della Luce – si legge in un comunicato pubblicato ieri sulla pagina ufficiale della Fondazione a firma del presidente Pasquale Anastasi – volevamo rivolgerci a Colei che, Rifugio delle Anime, sempre accoglie il grido di dolore degli afflitti. Al contempo volevamo renderle grazie per aver vegliato su di noi e i nostri cari. In ottemperanza alle disposizioni civili e religiose, nei giorni scorsi vi avevamo invitato per oggi alla recita del SS. Rosario in diretta streaming sulla pagina Facebook “Con Natuzza pietre vive della Chiesa”. Sua eccellenza monsignor Luigi Renzo, con decreto emesso oggi e notificatoci con urgenza, ha vietato tale atto di pietà popolare e preghiera ricordando che sono vietati gli assembramenti. Abbiamo già evidenziato a Sua Eccellenza il fraintendimento in cui è caduto – si aggiunge – e chiesto che pertanto volesse ritirare tale decreto. Ciononostante, nelle more di una Sua decisione, e in spirito di obbedienza al nostro Pastore, siamo costretti, con grande rammarico, ad annullare tale evento. Vi invitiamo però, nell’intimità delle vostre case, a unirvi virtualmente questa sera alle ore 19.30 nella recita del SS. Rosario, affidando alla Madre Celeste i nostri dolori e implorandola affinché cessi qualsiasi divisione all’interno della nostra comunità, già sufficientemente turbata dal morbo e dalle conseguenze economiche”. [Continua]

Il vescovo Luigi Renzo

Questo quanto si legge nel comunicato della Fondazione. Ma cosa dice nel suo ultimo decreto monsignor Renzo? Cerchiamo di capirlo. “Pregiatissimo dottore, leggo con grande meraviglia sulla stampa – scrive il vescovo nella lettera inviataal presidente Anastasi, e per conoscenza al prefetto di Vibo Valentia – che stasera, alle 19.30, in diretta streaming verrà trasmessa la recita del Rosariodalla chiesa “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di sua competenza. Tengo a precisare che con Decreto di revoca dello Statuto del 1° agosto 2017, definitivo e passato in giudicato, è fatto divieto a codesta Fondazione “di organizzare pubbliche attività di “Religione e di culto” di qualsiasi natura, dentro e fuori la propria sede; di utilizzare per qualsiasi attività di pastorale e culto pubblico la chiesa del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, non ancora consacrata”.

Monsignor Renzo precisa, altresì, “che per “attività di culto pubblico e pastorale” non si intende solo la celebrazione della Santa Messa, ma tutto ciò che riguarda la “funzione di santificare” esercitata dalla Chiesa “anche con altri mezzi, cioè con la preghiera, mediante la quale si supplica Dio affinché i fedeli siano santificati nella verità, come pure con le opere di penitenza e carità” e che spetta “agli Ordinari dei luoghi provvedere che le preghiere e i pii e sacri esercizi del popolo cristiano siano pienamente conformi alle norme della Chiesa” (cif, Cann. 834, 835, 837, 839 del Codice di Diritto Canonico). Consentire, pertanto – prosegue – la recita del Santo Rosario e quindi un’azione liturgica destinata alla santificazione delle anime, in contrasto con predetto Decreto vescovile è un atto di grave disobbedienza con possibili sanzioni canoniche.

L'altare della "Grande chiesa" voluta da Natuzza Evolo

Voglio anche aggiungere – e questo giustifica l’invio di questa nota anche al prefetto di Vibo Valentia – che, in questo periodo di coronavirus, in applicazione del Protocollo Ministero dell’Interno-Cei con le linee guida per le celebrazioni nelle chiese, con notificazione alla diocesi del 29 maggio u.s., ho dato disposizione che le celebrazioni avvenissero solo nelle chiese parrocchiali e non in quelle succursali (figuriamoci in quelle private)”. Il decreto del vescovo miletese si conclude sollecitando, “alla luce di quanto sopra”, il presidente Anastasi “perché con urgenza intervenga a sospendere la prevista recita del Rosario e quant’altro”, e ricordando che il divieto, previsto dal Decreto del 2017, “continua a valere anche per le altre possibili iniziative analoghe organizzate o consentite nei luoghi privati della Fondazione”.

top