Lontana dalla figlia per 4 mesi, le precisazioni dell’assistente sociale

In relazione al caso della bambina affidata ai nonni paterni residenti a Mileto, interviene il legale della professionista cui era affidato il caso: «È regolarmente iscritta all’albo e non si è mai dimessa dall’incarico»
In relazione al caso della bambina affidata ai nonni paterni residenti a Mileto, interviene il legale della professionista cui era affidato il caso: «È regolarmente iscritta all’albo e non si è mai dimessa dall’incarico»
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Sul caso di Samantha, la donna reggina vittima di violenza da parte dell’ex compagno originario di Mileto e rimasta lontana dalla sua bambina di due anni per 4 mesi, interviene l’avvocato Rosella Virdò, legale dell’assistente sociale cui era stato affidato il caso, fornendo alcune precisazioni.

«Ci corre l’obbligo di rilevare – comunica l’avvocato – come della vicenda si sia già da tempo stata interessata l’Asp Vibo Valentia, quale amministrazione di appartenenza della mia assistita, cui la professionista ha esaustivamente relazionato e che, quindi, ha già avuto modo di rendersi conto dell’assoluta regolarità e correttezza del suo operato. Al proposito si ritiene necessaria una smentita da parte dell’amministrazione che tuttavia, ad oggi non è arrivata. Si ribadisce inoltre che la dottoressa non solo è regolarmente iscritta all’albo ma, addirittura, avendo cominciato ad operare prima della sua istituzione, ne fa parte sin dalla sua prima formazione nei primi anni 90. Così come si smentisce sin da ora l’esistenza di qualsiasi legame di parentela con la famiglia dei nonni paterni cui al momento la bambina per decisione è bene sottolinearlo non assunta dalla dottoressa è collocata». [Continua]

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Prosegue il legale: «si vuole sottolineare come esistevano ed esistono forti e probanti elementi documentali a sostegno delle decisioni assunte, confermando in pieno ogni singolo aspetto ivi compreso quello inerente la presenza di criticità nelle condizioni generali di salute della minore per quanto riguarda poi l’emergenza Covid, che qualcuno si è affrettato con troppa superficialità a considerare una scusa per impedire o ostacolare contatti di presenza tra la minore e la madre, si vuole sottolineare come esiste una norma sia pur di natura emergenziale (art.87 comma 7 bis legge 24 aprile 2020 n.27) che espressamente, per il periodo compreso tra il 16 aprile e il 31 maggio 2020, imponeva che gli incontri “tra genitori e figli in spazio neutro, ovvero alla presenza di operatori del servizio socio assistenziale disposti con provvedimento giudiziale, sono sostituiti con collegamenti da remoto che permettano comunicazione audio video tra i genitori figli e l’operatore specializzato”».

Quindi le precisazioni sulle dimissioni. «La mia assistita non si è mai dimessa dall’incarico ma dietro sollecitazione della propria amministrazione di appartenenza si è sempre limitata a conferire la pratica insieme alle altre in quel momento affidatele ai servizi sociali comunali competenti sin dall’inizio a curare il caso. Al riguardo  si vuole ribadire che la dottoressa è inquadrata nell’Asp di Vibo Valentia ove svolge funzioni di assistenza sociosanitaria laddove tali fascicoli risultavano di competenza dei servizi sociali comunali in quel momento privi di personale. Per questi motivi e per la necessità di individuare comunque un servizio sociale che potesse seguire e monitorare il caso, il fascicolo era stato assegnato in un primo momento ai servizi socio sanitari dell’Asp in quanto unico servizio sociale operante sul territorio. A seguito della recente assunzione, risalente agli inizi dell’anno tramite piani di zona di numerosi assistenti sociali destinati ad operare nell’ambito territoriale – coordinati dal Comune di Vibo Valentia -, che andavano a colmare la precedente scopertura di organico, era quindi normale che tali fascicoli andassero in carico a chi sin dall’inizio avrebbe dovuto occuparsene».