Formazione nel settore edile per dieci detenuti del carcere di Vibo

Presentato il corso promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con l’Ente scuola edile e la casa circondariale. Percorso formativo di 52 ore per accedere al mondo del lavoro
Presentato il corso promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con l’Ente scuola edile e la casa circondariale. Percorso formativo di 52 ore per accedere al mondo del lavoro
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Carcere Vibo
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Si è svolto nella sala polivalente della casa circondariale di Vibo Valentia l’incontro per la presentazione di un progetto rivolto a 10 detenuti. A seguito della convenzione stipulata tra la Caritas Diocesana sede di Vibo Valentia, finanziatrice del progetto, la direzione della casa circondariale, e l’Ente scuola edile province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, i detenuti saranno impegnati in un percorso di formazione che offrirà loro l’opportunità di acquisire un titolo spendibile nel mondo del lavoro. «Il progetto – spiega una nota – è stato promosso dal vicedirettore della Caritas, Antonio Morelli, che ormai da anni offre supporto umano alla popolazione ristretta nel carcere di Vibo Valentia, e ha trovato la piena disponibilità del Direttore del penitenziario». Intento della Caritas, afferma Morelli, è «spianare la strada, offrire opportunità concrete». Il presidente dell’Ente scuola edile, Giuseppe Caputo,  ha rimarcato il ruolo chiave ricoperto nel settore edile e l’importanza di coniugare le attività lavorative con la sicurezza. Il direttore dell’Ente scuola  edile di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Paolo Blandino, ha illustrato ai presenti i contenuti del progetto formative »che consentirà ai partecipanti di acquisire le nozioni di base fondamentali per l’accesso ai cantieri edili e le abilità necessarie per l’attività di montaggio, smontaggio e trasformazione dei ponteggi». Il percorso formativo di 52 ore sarà erogato nella casa circondariale di Vibo Valentia nel mese di settembre e che rappresenta un importante biglietto da visita spendibile dai partecipanti, una volta ritornati in libertà, per poter rientrare con più facilità nel mondo del lavoro.

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