Vibo Marina, la scuola nell’anno del Covid tra distanziamento sociale e edifici inagibili – Video

Il Presterà è ancora off limits. Cento alunni dovranno essere ospitati dal Vespucci che però per un terzo è un cantiere. La dirigente Maria Salvia: «Non ci piangiamo addosso, ma cerchiamo (e troviamo) soluzioni»
Il Presterà è ancora off limits. Cento alunni dovranno essere ospitati dal Vespucci che però per un terzo è un cantiere. La dirigente Maria Salvia: «Non ci piangiamo addosso, ma cerchiamo (e troviamo) soluzioni»
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di P. C.

Sarà un inizio d’anno scolastico tutto in salita. Siamo nell’anno del Covid 19, del distanziamento sociale e dei protocolli di sicurezza igienico-sanitaria a cui i dirigenti scolastici non vogliono né possono derogare. E allora, che si fa? Vibo Marina rappresenta una delle realtà più critiche. L’Istituto comprensivo Amerigo Vespucci è, da sempre, un fiore all’occhiello per la comunità. Una scuola didatticamente all’avanguardia, che però fa i conti con edifici che – malgrado il continuo richiamo all’attenzione degli enti locali – storicamente non sono adeguati. Ritardi a volte fisiologici, altre volte connessi a cause di forza maggiore, altre volte ancora figli della farraginosità e dei corto circuiti della burocrazia.

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La scuola "Presterà" di Vibo Marina

Il nostro viaggio parte dalla primaria Presterà. È un piccolo plesso che ospita (anzi, ospitava), cinque classi elementari per un totale di cento alunni. A dicembre del 2018, dopo una ricognizione disposta dall’allora sindaco Elio Costa sulle condizioni di sicurezza degli istituti, il tecnico incaricato segnalava il rischio crollo del tetto e così il primo cittadino comunicava l’impossibilità, per i bambini, di rientrare nelle loro aule sin dal 7 gennaio successivo. Erano necessari interventi urgenti su quell’edificio che sembra, ad uno sguardo esterno, ristrutturato di recente. Ma i lavori sul tetto, decorso così tanto tanto, sono ancora fermi alla fase di progettazione. Da allora la dirigente Maria Salvia è stata costretta ad adottare una soluzione emergenziale, centellinando gli spazi del Vespucci e ricavando per i bambini delle elementari delle aule nello stesso edificio che ospita i ragazzi delle medie. Soluzione che dovrà essere giocoforza riproposta sin dal settembre prossimo, con l’avvio del nuovo anno scolastico.

A rendere la situazione ancor più complicata, l’emergenza Covid che, di fatto, impone una diversa distribuzione degli spazi già angusti, per assicurare il distanziamento tra gli alunni, e dall’altro ha sensibilmente rallentato i lavori di messa in sicurezza anti-sismica nel plesso principale, il Vespucci appunto. Dovevano essere avviati a marzo, ma per il lockdown sono partiti solo a giugno. Il risultato è che adesso un terzo dell’edificio, quello che ospita aula magna e palestra, è ridotto ad un cantiere e tale rimarrà almeno fino all’anno nuovo.

Al vaglio altre soluzioni che si spera di non attuare, come una sorta di turnazione degli studenti all’interno del terzo plesso che compone l’Istituto comprensivo Vespucci, ovvero il De Maria, che accoglie diverse classi di scuole elementari. All’interno è molto curato, all’esterno sconta la storica disattenzione delle amministrazioni locali e, soprattutto, la dilagante inciviltà di alcuni. Reti esterne di protezione divelte. Cancelli esterni forzati. Chiunque può entrarvi, a qualunque ora. Una leggera pressione è sufficiente per aprire le finestre ed entrare all’interno dei locali, più volte in passato teatro di raid vandalici. La dirigente da otto anni chiede sia attivato un impianto di videosorveglianza, ma i suoi appelli sono finora rimasti inascoltati.

«Siamo consapevoli dei problemi e delle criticità – spiega Maria Salvia – e sappiamo che la situazione non è semplice, ma ce ne facciamo carico senza piangerci addosso. Non intendo addossare responsabilità ad alcuna delle amministrazioni locali, anzi, devo dare atto al sindaco e all’assessore Russo di aver sin da subito avviato una ricognizione e preso atto dei problemi che ci sono. Ora spero ci sia, soprattutto dalla burocrazia, comunale e regionale, quell’accelerazione necessaria a dare riscontro alle esigenze di centinaia di alunni e famiglie».

Insomma, niente piagnistei, niente polemiche, ma desiderio di trovare soluzioni nel breve e nel lungo termine per Maria Salvia: «Lo scorso anno abbiamo trasferito i bambini del Presterà al Vespucci e sono stati benissimo. Quest’anno, anche se una parte dell’edificio è interessata a dei lavori, faremo altrettanto. Sia chiaro che saremo rigidi nell’osservare e nel far osservare i protocolli di sicurezza sanitaria e per questo, se necessario, adotteremo delle turnazioni per la gestione degli spazi. La didattica a distanza, per la quale siamo stati tra i primi in Italia e che, grazie agli insegnanti ma anche e soprattutto alle famiglie, ci ha dato grandissimi risultati, può essere una soluzione complementare per arrivare ad un completamento delle ore da fare. Il nostro obiettivo però è portare fisicamente a scuola bambini e ragazzi. Assicurare loro il diritto all’istruzione significa essere consapevoli che devono poter venire fisicamente a scuola. È un impegno al quale non intendiamo sottrarci. Essere una scuola didatticamente all’avanguardia – conclude la dirigente – significa anche trovare soluzioni nei momenti critici come quelli che abbiamo vissuto, stiamo vivendo e che probabilmente continueremo a vivere».