Il sottopasso della vergogna a Vibo Marina, fra insetti e odori nauseabondi

Lavori fermi da tempo in viale Stazione per un’opera definita come “strategica” per risolvere i problemi di accesso al paese ma mai completata
Lavori fermi da tempo in viale Stazione per un’opera definita come “strategica” per risolvere i problemi di accesso al paese ma mai completata
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Presenza dei fastidiosi insetti ed effluvi che ammorbano l’aria sono certamente poco graditi dai residenti che hanno la sfortuna di abitare vicino al “re delle incompiute”: il sottopasso di Vibo Marina.
Presentata a suo tempo (siamo nel 2012) come un’opera strategica che avrebbe risolto in maniera ottimale e definitiva i problemi di accesso alla cittadina portuale, accesso anacronisticamente ancora costituito da due strette strade sovrastate da ponticelli sui quali passa la linea ferroviaria che taglia a metà il centro abitato, costruiti circa un secolo fa, è diventata la vetta irraggiungibile delle opere inutili, costose (finora 2,5 mln di euro) e… incompiute. Inutile soffermarsi sulle travagliate vicissitudini attraversate dal progetto e sui motivi del mancato completamento dell’opera, illustrati con dovizia di dati dai rappresentanti di ben tre amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo.

In tutti questi anni il viale Stazione è stato devastato per far posto ad un cantiere in cui è raro vedere qualcuno all’opera e chi per avventura è costretto a recarsi allo scalo ferroviario deve percorrere a piedi un “budello” di stradina delimitata, da una parte, dalle case e, dall’altra, dai pannelli in ferro delle recinzioni.
Dopo l’ultima interruzione dei lavori, l’abbandono e il degrado si sono impadroniti sempre più di questo lembo di territorio situato in pieno centro abitato. Manca ancora una vasca di raccolta delle acque dotata di una pompa ausiliaria con il risultato che,  a cause delle elevate temperature di questi giorni e dell’acqua stagnante che si raccoglie dopo ogni pioggia nell’avvallamento del sottopasso, si è costretti a convivere con le fetide esalazioni dell’acqua putrida e con la fastidiosa presenza di zanzare e altri insetti.
Ma, a parte qualche reportage giornalistico e le segnalazioni sui social, tutto sembra ricadere nella “normalità”, una normalità che ormai ha assunto i contorni della rassegnazione.