Studenti respinti all’Alberghiero, Barbuto si difende: «Indicazione giunta dall’Asp»

Il dirigente scolastico spiega di essersi attenuto ad una disposizione ricevuta dall’Ufficio di igiene e sanità pubblica. Solano al suo fianco: «Nessuno strumentalizzi la vicenda»
Il dirigente scolastico spiega di essersi attenuto ad una disposizione ricevuta dall’Ufficio di igiene e sanità pubblica. Solano al suo fianco: «Nessuno strumentalizzi la vicenda»
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Il dirigente scolastico Pasquale Barbuto, in seguito alle notizie che sono apparse sui mezzi di informazione e sui social, invita tutti a «non creare facili allarmismi, e in questa fase così delicata, di rafforzare il patto di corresponsabilità tra Scuola e famiglie». Spiega che la decisione dell’Istituto è «scaturita in seguito ad una comunicazione da parte dell’Asp di Vibo, Ufficio di igiene e sanità pubblica, a cui non poteva esimersi». Barbuto è «molto rammaricato per le reazioni che si sono scatenate e in modo inspiegabile si è creato un polverone mediatico, che non fa bene né alla scuola né alle comunità. L’Ipseoa “E.Gagliardi”, così come tutti gli altri istituti, stanno facendo un enorme sforzo per mettere in sicurezza la scuola, in base ai protocolli predisposti per l’emergenza. Un impegno senza sosta, a cui dirigenti e personale scolastico si sono dedicati con abnegazione affinché gli alunni possano essere accolti in sicurezza. In una situazione molto delicata e di apprensione, per la condizione di forte incertezza che grava su tutte le comunità sottoposte ormai da tempo sotto stress, è necessario che ci sia senso di responsabilità da parte di tutti, creare condizioni  di fiducia e restituire serenità, non certo eccitare inutilmente gli animi. L’appello è che si eviti di creare inutili tensioni».

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L’apertura dell’Istituto un giorno prima, si spiega, «è stata decisa per facilitare l’ordinato e graduale inserimento di alcune classi, prime e terze, con l’accordo e la presenza dei genitori, per dare la possibilità, in particolare  ai nuovi iscritti, di prendere visione dei percorsi, delle loro aule, e delle regole imposte dal protocollo per il contenimento del contagio». Il dirigente Barbuto ribadisce ancora che «la decisione è scaturita in seguito ad una comunicazione telefonica da parte dell’ Ufficio di igiene e sanità pubblica dell’Asp di Vibo Valentia, a cui ha dovuto dare attuazione. Tale ufficio per motivi cautelativi, ha disposto il divieto di accesso agli alunni e anche al personale scolastico provenienti dal comune di Stefanaconi e da zone interessate da contagi e comunque caratterizzati da allarme sanitario». Poi in merito alla questione dell’autocertificazione, ha spiegato che «si tratta di un atto dovuto, perché  non riguarda solo gli allievi di Stefanaconi, ma tutti gli iscritti, come da regolamento scolastico». 

Contro le «polemiche che si sono scatenate e per difendere l’operato del dirigente scolastico e come primo cittadino di Stefanaconi, è intervenuto il presidente della Provincia Salvatore Solano». In primo luogo Solano ha sentito «la responsabilità istituzionale di testimoniare con una dichiarazione, per evitare ogni forma di strumentalizzazione in atto, in seguito ad alcuni comunicazioni a caldo, in difesa degli studenti di Stefanaconi, che sono apparse critiche con la decisione del dirigente scolastico  dell’Ipseoa “E. Gagliardi”».

Così Solano: «Non è bello che l’anno scolastico inizi con una polemica che non ha ragione di esistere. Alzare polveroni è improvvido specie, soprattutto, se la decisione del preside Barbuto è stata dettata non da una sua volontà ma da una comunicazione verbale dell’Asp, che di fatto ha poi eseguito. Questa era rivolta a tutti gli studenti e non solo ai ragazzi di Stefanaconi. Conoscendo la sensibilità del preside Barbuto e la grande capacità di accoglienza della scuola nel suo insieme, mai e poi mai avrei potuto pensare che questa scelta il preside l’avesse assunta in maniera autonoma. Il rispetto per l’istituzione scolastica e per gli studenti non può essere merce di scambio per avventori che cercano di destabilizzare l’equilibrio sociale ed istituzionale. Non accetterò mai che qualcuno si permetta di offendere l’istituzione scolastica, come non posso accettare che gli studenti di Stefanaconi o i miei cittadini in questo momento possano essere vittime di pregiudizi o lesi nella loro dignità. Difenderò sia l’uno che l’altro, perché so che entrambi non hanno colpe».