I pescatori di Vibo Marina al fianco dei colleghi trattenuti in Libia

La locale marineria ha aderito all’iniziativa “L’Italia del mare non si ferma”, promossa dalla Lega, suonando per tre minuti le sirene delle imbarcazioni ormeggiate al molo Bengasi
La locale marineria ha aderito all’iniziativa “L’Italia del mare non si ferma”, promossa dalla Lega, suonando per tre minuti le sirene delle imbarcazioni ormeggiate al molo Bengasi
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Anche i pescatori di Vibo Marina hanno partecipato oggi, sabato 5 dicembre, all’iniziativa “L’Italia del mare si ferma”, per richiamare l’attenzione sui 18 pescatori di Mazara del Vallo che da oltre tre mesi sono fermi nei loro pescherecci sotto sequestro in Libia. Per tre minuti, a mezzogiorno in punto, il porto vibonese è stato risvegliato dal suono delle sirene delle imbarcazioni ormeggiate sul molo Bengasi, con tutti i pescatori che hanno interrotto le loro attività, salendo a bordo.

All’iniziativa, nata da una proposta del responsabile nazionale dal dipartimento Pesca della Lega Salvini,  Lorenzo Viviani, era presente il coordinatore cittadino di Vibo Valentia, Mino De Pinto, che ha voluto rimarcare la vicinanza a tutti i pescatori. «Marinerie e pescatori italiani vogliono essere vicine alle famiglie dei 18 pescatori sequestrati in Libia e agli armatori del Medinea e dell’Antartide. Anche da Vibo Marina oggi si è alzato un grido che si spera giunga al governo italiano e al ministro Di Maio, che non danno segnali di vita in questa vicenda, per ricordare che l’attenzione sui 18 marittimi deve restare alta, e che dimostri che il comparto pesca, unito come sempre, chiede la tutela dei propri uomini impegnati ogni giorno nelle fatiche del mare. Il suono delle sirene, come quello di tanti altri porti italiani – conclude De Pinto – è arrivato a Mazara del Vallo con l’unica richiesta: riportare a casa al più presto i nostri pescatori».