domenica,Settembre 26 2021

«Un dormitorio per i senzatetto nell’ex Convento di Sant’Antonio», la proposta di Don Vattiata

Dopo la storia di Anna raccontata da Il Vibonese si fa più forte l'esigenza di attrezzare la città con una struttura dedicata all'assistenza. Il sacerdote suggerisce anche di puntare sui beni confiscati

«Un dormitorio per i senzatetto nell’ex Convento di Sant’Antonio», la proposta di Don Vattiata
Don Tonino Vattiata direttore dell’Ufficio della Pastorale del tempo libero

La vicenda di Anna, la donna salvata dai poliziotti mentre vagava in una via del centro di Vibo Valentia, ripropone con forza il tema della povertà ed in particolare dell’assenza nella città di una delle province più povere d’Europa di una struttura che possa ospitare i senza tetto. «Urge un dormitorio pubblico per i poveri», invoca Don Tonino Vattiata. Il direttore dell’Ufficio della pastorale del tempo libero avrebbe anche individuato un luogo dove ospitare i meno abbienti: l’ex Convento di Sant’Antonio, palazzo di proprietà del demanio e che oggi si trova in un stato di degrado e di abbandono. Fino a pochi anni fa il monastero che si trova nei pressi del castello Normanno Svevo era abitato dai frati cappuccini. «La struttura – afferma don Vattiata – è stata vandalizzata. Ridotta in uno stato pietoso. Ed è un vero peccato lasciarla così». Richiama dunque le istituzioni affinché si siedano attorno a un tavolo e affrontino la questione.

A quelle stesse istituzioni il direttore dell’Ufficio della pastorale chiede una mappatura dei beni confiscati. «Che fine hanno fatto, quanti sono – si domanda – Come sono stati utilizzati?». Nel mentre si sta celebrando il processo Rinascita Scott, «sarebbe bello – aggiunge Don Vattiata – dare un segnale di speranza attraverso il riutilizzo di un bene confiscato alla ‘ndrangheta». Crede fortemente nel progetto del dormitorio che per essere realizzato ha bisogno della collaborazione di tutti. Da qui l’appello alla cittadinanza: «Chi vuole darmi una mano e vuole mettere a disposizione dei locali si faccia avanti» dice. «Usciamo da questa apatia e indifferenza per favore, non è più tempo per piangersi addosso o girarsi dall’altra parte. La chiesa siete anche voi laici che dovete riscoprire il senso cristiano della vita e dell’agire».

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