mercoledì,Aprile 21 2021

Un’altra Pasqua al tempo del Covid, annullate Affruntate e processioni

Le restrizioni della Settimana santa in una comunicazione del vescovo di Mileto Luigi Renzo ai parroci della diocesi: «Contagi si moltiplicano anche per le facili imprudenze»

Un’altra Pasqua al tempo del Covid, annullate Affruntate e processioni

Per il secondo anno consecutivo saltano le Affruntate sul territorio della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. E non solo, visto che, come si evince dalla notificazione Covid inviata nelle scorse ore dal vescovo Luigi Renzo ai “suoi” parroci per la Settimana santa, oltre a questa tradizionale processione vietata per «evitare contagi che, purtroppo, si stanno moltiplicando in misura preoccupante anche per le facili imprudenze», non si svolgeranno neanche le processioni del Cristo morto, fermo restando che dopo la celebrazione eucaristica si potrà seguire la Via Crucis «senza muoversi dal posto in chiesa».

Per quanto riguarda le altre funzioni della Settimana santa, la Domenica delle Palme per la celebrazione si potrà seguire la II formula del Messale romano, «facendo in modo che i fedeli non si muovano dal posto» e non consentendo «la consegna della palma». La messa in Coena Domini del Giovedì santo, invece, si svolgerà omettendo la lavanda dei piedi. In questo caso, alla messa «potrà seguire mezz’ora di adorazione, per poi conservare nel tabernacolo le sacre specie senza processione e senza addobbi particolari». Nessuna tradizionale itineranza tra le chiese dopo la sacra funzione, al fine «di evitare assembramenti e eventuali contagi». La veglia pasquale in cattedrale delle 19.30, infine, «potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito con le limitazioni dei movimenti e delle distanze di sicurezza. Vi scrivo per rinnovarvi la mia gratitudine per quello che continuate a fare nelle vostre comunità – aveva scritto monsignor Renzo in precedenza, rivolto ai sacerdoti della diocesi – in questo inafferrabile pericolo del Covid-19. Auguriamoci tutti che presto si chiuda questa situazione di precarietà e di rischio contagio».

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