Subacquea senza barriere, nei fondali di Briatico si immergono i non vedenti (VIDEO)

Il diving center vibonese Frogmen Team ha ospitato l'iniziativa sportiva del Gruppo subacqueo paolano onlus permettendo a persone prive di vista di godere di un’esperienza unica

Il diving center vibonese Frogmen Team ha ospitato l'iniziativa sportiva del Gruppo subacqueo paolano onlus permettendo a persone prive di vista di godere di un’esperienza unica

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Sta per giungere al termine “Sott’acqua, insieme per vedere il mare”, l’iniziativa del “Gruppo subacqueo paolano onlus” di Paola, patrocinata dalla Regione Calabria e dal Comune cosentino,  che ha visto, nella sua ultima tappa a Briatico, la partecipazione del Centro d’immersioni vibonese “ASD The Frogmen Team”. Il progetto ha permesso a un gruppo di non vedenti e ipovedenti di scoprire il fascino delle immersioni subacquee. Un’idea nata nel 2008 dall’incontro tra il presidente provinciale dell’Unione italiana ciechi di Cosenza, Giuseppe Bilotti, e l’istruttore e formatore sub, Piero GrecoCosì gli istruttori del diving centre vibonese hanno accolto il gruppo di diversamente abili e lo ha accompagnato nelle immersioni, guidate da Leonardo Dorrico, sub con esperienza trentennale nel campo. Un’iniziativa entusiasmante che rientra nell’ambito di un grande progetto che ha visto la realizzazione dei segnali tattili della subacquea per consentire ai diversamente abili di potersi immergere in mare, segnali che sono entrati a far parte del manuale della Federazione Nazionale. «Prima della nostra esperienza, la didattica per disabili visivi veniva impostata da istruttori vedenti – ha affermato Piero Greco, fondatore del Gruppo subacqueo paolano onlus -. Su questa base, ci siamo impegnati per tre anni, insieme a ragazzi ciechi che avevano già fatto corsi subacquei con noi, a creare una didattica nuova. I ragazzi ora vengono accompagnati sott’acqua da istruttori non vedenti, un metodo del tutto innovativo, che conferisce  loro maggiore sicurezza». Le altre tappe dell’evento sono state Paola, Belmonte, Cetraro e Praia a Mare. «Esperienze significative si traducono in welfare quotidiano, inteso come realizzazione del benessere delle comunità locali». Un eccellente progetto sportivo “made in Calabria”, dunque, che ha suscitato grande interesse anche a livello internazionale.

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